Sicurezza
Corsa contro il tempo per salvare 45 scuole
Tanti gli istituti che potrebbero non avere più un dirigente scolastico dopo lo stop del Consiglio di Stato alla validità del concorsone di due anni fa
VIAREGGIO. La corsa contro il tempo è cominciata. Se non ci saranno provvedimenti di “autotutela” prima della notifica della sentenza del Consiglio di Stato rischia di venir meno la legittimità degli atti - comprese promozioni e bocciature, assunzioni di personale, contratti e così via - firmati da 7 dirigenti e relativi a 45 scuole della Versilia, circa 7mila alunni, oltre 800 dipendenti tra insegnati e personale non docente.
La sentenza in questione è quella che annulla il concorsone, organizzato in Toscana 2 anni fa, per dirigenti scolastici in base al quale sono stati assunti e assegnati alle rispettive scuole 112 presidi (23 prof risultati idonei sono ancora in attesa di contratto). Tutti, ora, rischiano il posto di lavoro. Non perché «ci sono stati favoritismi o raccomandazioni - spiegano i dirigenti coinvolti - ma per un errore dell’amministrazione». E cioè l’adozione di una procedura ritenuta non idonea dal Consiglio di Stato per la sostituzione del presidente di commissione. Sostituzione avvenuta il 2 aprile 2012: da quella data per i giudici amministrativi il concorso è da ripetere e una nuova commissione dovrà ricorreggere i compiti scritti, rivedere le ammissioni all’orale, ripetere tutte le prove orali. Con buona pace «dell’anonimato delle stesse prove scritte, non più garantito a seguito dell’accesso agli atti concesso ai ricorrenti, e del principio di omogeneità di valutazione» rileva la dirigente dell’istituto comprensivo di Torre del Lago Maria Rosaria Mencacci.
Il tutto, ovviamente, con il rischio che qualche promosso venga bocciato, o viceversa. Innescando una serie di ricorsi a catena.
«È evidente - affermano i dirigenti - che finiamo per essere le vittime incolpevoli degli errori dell’Amministrazione, nonostante la professionalità dimostrata nello svolgimento del proprio lavoro e l’impegno e la diligenza con le quali hanno affrontato il loro compito». E questo, epr giunta, avverrebbe a uno o due anni dall’assunzione dei nuovi incarichi.
Gli scenari. La richiesta dei dirigenti è chiara: «non si invoca una sanatoria, ma un atto di giustizia» dicono. Una soluzione, insomma, che “salvi” le scuole da un impasse burocratico-amministrativo potenzialmente devastante. E al contempo tuteli dei professionisti, i 112 dirigenti (ed i 23 in attesa di contratto), che con merito hanno superato un concorso che, stando alla sentenza, dovranno ripetere. A questo punto i tempi sono determinanti. Il Ministero e l’ufficio scolastico regionale sono chiamati a adottare un provvedimento di autotutela che renda valido l’operato dei dirigenti assunti dal concorsone nonostante la sentenza. E in proposito pare che sia già in preparazione un decretino ad hoc nelle stanze romane. Dopo di che ci sarà da capire come affrontare la ripetizione del concorso per evitare di innescare ricorsi a catena.
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