Il Tirreno

Versilia

Comune, il buco supera i 17 milioni

di Donatella Francesconi
Comune, il buco supera i 17 milioni

La denuncia dei revisori dei conti: il disavanzo è sistematico e il tempo per rimediare sta per scadere

4 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Un disavanzo da 15-17 milioni: «Ma è più probabile che si vada oltre». Tanto impietosa quanto realistica l’analisi dei conti del bilancio che fanno i revisori dei conti del Comune parlando davanti alla commissione bilancio (presidente Beatrice Pieraccini) dove le facce dei consiglieri di maggioranza sono attonite. Viareggio e la politica tutta che l’ha governata è riuscita ad assicurarsi quella che il presidente del Collegio, Daniele Limberti - professionisti tra i più stimati in Toscana sull’argomento - chiama «sistematicità del disavanzo». E poiché - come si dice - errare è umano, ma perseverare è diabolico il presidente dei revisori dei conti mette bene in chiaro lo scenario di riferimento: «O portavamo le carte alla Corte dei Conti, oppure c’era da invitare l’amministrazione comunale ad avviare un percorso di risanamento in tempi molto ristretti». Tenendo conto che «la Corte può in qualsiasi momento agire di propria iniziativa anche sulla base degli articoli di giornale». Limberti, affiancato dai colleghi Claudio Pucci e Salvatore Suriano, ha scelto la seconda opzione: il pressing sull’amministrazione del sindaco Leonardo Betti. Ma da settembre, quando il collegio dei revisori s’è insediato, ad oggi le cose sembrano precipitare di giorno in giorno: «Non c’è più tempo», sono le parole di Limberti, pesanti come macigni: «Questo è il nostro ultimo messaggio. Restiamo in attesa delle decisioni che debbono essere assunte dall’amministrazione».

È un altolà, quello del presidente dell’organismo contabile dell’Ente pubblico, ma anche un richiamo forte alla responsabilità dell’intera macchina comunale: «Avrei gradito vedere in questa commissione il segretario generale del Comune (la dottoressa Rosa Priore, ndr). Perché sull’imbarcazione che deve remare c’è anche questa figura!». Non è solo questione di “forme” o galateo dell’Ente. Perché quando Limberti - sollecitato da una domanda della consigliera di opposizione, Rossella Martina - dà la sua fotografia di come si lavora in Municipio, ce n’è davvero per tutti. Là dove si mette in luce che i dipendenti non sono informati periodicamente degli aggiornamenti normativi relativi all’attività da loro svolta: «Le notizie degli aggiornamenti vengono fatte circolare? Chi le invia ai diversi uffici? Qual è il rapporto segretario generale-dirigenti-dipendenti?».

Nello specifico dei conti e delle azioni da intraprendere, Limberti ricorda che «la cosa più importante, al momento, è la verifica dei residui attivi». Calcolati in 140milioni di euro, da “ripulire” come è stato chiesto ai singoli dirigenti, delle cifre che non vi è più alcuna speranza di incassare. «Più volte - aggiunge il presidente - abbiamo chiesto all’ufficio legale la quantificazione e un giudizio sulle cause in corso, i cui esiti possono finire per costituire debiti fuori bilancio. Per i quali non c’è la copertura».

E poi c’è, tutto aperto, il nodo della gara annullata dal Consiglio di Stato relativamente alla vendita delle quote della Viareggio porto. Dal 2009 ad oggi si è riusciti appena a definire una transazione con l’ex socio privato, comprensiva di nuova gara per il recupero (forse) della cifra da restituire, pari ad oltre 11 milioni di euro. «Da tempo l’operazione nuova gara - è la super tirata d’orecchie che arriva da Limberti - doveva essere iniziata per avere risultati concreti», Anche perché avrebbe dovuto essere pronta per la fine di maggio. Il risultato del gran pasticcio della Viareggio porto è così ben sintetizzato ancora nelle parole di Limberti: «Oggi abbiamo un impegno di spesa che non ha un fondamento di entrata». E sulla domanda del consigliere Genick su eventuali responsabilità che lo stesso auspica solo pregresse, Limberti getta una doccia gelata: «Se le cose continuano come sono andate dal 2009 ad oggi, le responsabilità sono anche attuali...Così come sono anche del commissario prefettizio (Domenico Mannino, ndr).

Ma non spetta ai revisori indicare quelle responsabilità che la politica viareggina tutta va cercando come in una sorta di sfida da “O.K. Corral” all’ultimo conto che non torna. Il loro compito è certificare che ad un piano di rientro, ove sia possibile, s’è messo mano. Ammesso che entro il 10 aprile (data nella quale il materiale relativo al consuntivo 2013 deve essere consegnato ai consiglieri comunali) si possa salvare il salvabile. Nel 2013, per un disavanzo di 6,5 milioni al Comune di Siena, la Corte dei Conti riteneva si dovesse procedere col dissesto.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze