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Centro congressi e bagno verso l’affitto

Centro congressi e bagno verso l’affitto

Chiusura in vista per la società del liquidatore Riccardo Cima. La Patrimonio, invece, deve scorporarsi

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VIAREGGIO. Hanno chiesto alle società partecipate del Comune di fornire il regolamento del personale, quello degli incarichi professionali, il regolamento per gli acquisti di beni e servizi. Ma non in tutti i casi li hanno ricevuti. Ha voluto metterlo bene in evidenza, davanti alla commissione bilancio del Comune, il presidente dei revisori, Daniele Limberti. Ricordando che il Collegio dei revisori (ne fanno parte anche Claudio Pucci e Salvatore Suriano) ha messo nero su bianco la situazione delle partecipate nel verbale del 14 febbraio scorso. San Valentino amaro per la galassia delle partecipate che affollano il Comune ed i suoi conti. «Nella maggior parte dei casi - scrivono i revisori - le società sono state costituite per ricevere subito dopo l’affidamento diretto, non supportate da serie motivazioni preventive, né sorrette in alcuni casi da norme e vincoli che potessero permettere l’esercizio di quello che in seguito sarà definito “controllo analogo”».

Tema scottante, quello del controllo sulle partecipate che il Comune - parola di revisori - «non ha mai esercitato». Obbligo di legge disatteso, sulle società come sulle Fondazioni. «Al Comune di Viareggio un controllo sulle partecipate non esiste», dichiara Pucci: «Non c’è un ufficio che ha un’idea di cosa si parli. Ed il controllo analogo non è mai stato esercitato».

Il Collegio dei revisori punta il dito su Viareggio patrimonio e Viareggio Versilia congressi. La prima (presidente Gianluca Ruglioni, strumentale quando riscuote i tributi ma anche gestore di servizi pubblici deve «scindere» i due rami di attività, dando loro una «contabilità distinta, così da fare chiarezza». La seconda, invece, «svolge - spiega Limberti - un’attività commerciale che alle luce della normativa vigente non è più consentita. E, dunque, va chiusa».

Ben sapendo che è impossibile passare la gestione di Centro congressi e stabilimento balneare alla Viareggio patrimonio, che può svolgere solo attività strumentali all’Ente pubblico. La stagione è alle porte, il destino dei lavoratori del Centro congressi è il più incerto in questo momento, ma per Limberti la soluzione potrebbe essere quella di «affittare struttura e stabilimento balneare a terzi».

Non ci sta il liquidatore, Riccardo Cima, che ieri ha inviato documentazione di supporto alla propria relazione che illustra in dettaglio il proprio operato a sindaco, revisori dei conti, consiglieri comunali e Corte dei Conti: «Ritengo che la strada da percorre che evita costi inutili per la collettività (perdite di bilancio), non genera danni erariali e non ha oneri fiscali, è la patrimonializzazione della società». Una convinzione supportata dal parere legale dell’avvocato Roberto Righi che Cima invia a tutti i destintari. «Patrimonializzazione - conclude Cima - che deve essere propedeutica ad una privatizzazione parziale o tale della società, anche al fine di contribuire al piano di risanamento del Comune di Viareggio». (d.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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