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«Licenziata senza giusta causa» Sentenza della corte d’appello
VIAREGGIO. Ha avuto ragione anche in appello la (ex) dipendente dell’hotel Principe di Piemonte, licenziata quasi due anni fa per motivi di salute. Ieri la corte di Appello di Firenze ha emanato la...
VIAREGGIO. Ha avuto ragione anche in appello la (ex) dipendente dell’hotel Principe di Piemonte, licenziata quasi due anni fa per motivi di salute. Ieri la corte di Appello di Firenze ha emanato la sentenza che conferma il verdetto di primo grado del dicembre scorso.
Il giudice Raffaele Bazzoffi ha ritenuto “del tutto destituito di fondamento” l’appello presentato dai legali del prestigioso albergo di Viareggio e ha condannato i titolari della struttura al pagamento delle spese legali (1.500 euro) e all’adempimento di quanto previsto dalla sentenza di primo grado. La donna, avrebbe dovuto essere reintegrata sul posto di lavoro, ma ha preferito rinunciare a questa possibilità in cambio del pagamento di una somma pari a 15 mensilità. A questa cifra si vanno ad aggiungere i mancati stipendi che la donna non ha percepito dal giorno del licenziamento ad oggi. Tra tutto, si tratta di qualche decina di migliaia di euro. «Ma ad oggi – spiega Massimiliano Bindocci della Filcams Cgil – il Principe di Piemonte non ha ancora versato un euro. Se anche in quella struttura accadono queste cose, figuriamoci negli altri alberghi e nelle realtà meno organizzate».
Eppure alla donna e alla sua famiglia quel denaro farebbe assai comodo: il marito, infatti, è in cassa integrazione e svanito l’ultimo stipendio utile la coppia è stata costretta a sospendere il mutuo della casa.
«Il problema della legalità e del rispetto delle regole nel mondo turistico versiliese – prosegue Bindocci – appare ancora drammatico. Questa vittoria deve dare maggiore forza alle ragioni del diritto nel lavoro turistico. È nostra intenzione a questo punto chiedere insieme agli altri sindacati che si apra un tavolo con le associazioni di categoria, la Provincia le amministrazioni comunali della Versilia per la questione del lavoro nel turismo in Versilia. La qualità del servizio non può prescindere dal rispetto delle regole e dei diritti». (g.p.)
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