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Versilia

Del Dotto non ingoia le critiche alla mensa «Chiacchiere da bar»

Del Dotto non ingoia le critiche alla mensa «Chiacchiere da bar»

Il sindaco replica alle accuse di Staccioli e Passaglia «Dall’Asl nessun rilievo sulla qualità: attacco in malafede»

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CAMAIORE. «Chiacchiere da bar». Il sindaco di Camaiore Alessandro Del Dotto replica così all’”allarme mensa”, lanciato ieri da Filippo Passaglia e Marina Staccioli, consigliera regionale di Fratelli d’Italia. I due erano intervenuti per criticare qualità e quantità dei cibi presentati ai bambini delle elementari Montalcini, sostenendo che alcune criticità fossero emerse da un sopralluogo dell’Asl.

Il giorno dopo da palazzo civico arriva una risposta secca e puntuale: «Ad arte – si legge in una nota – si tira in ballo un sopralluogo della Asl la quale, e qui sì che la documentazione esiste, richiama al rispetto quantitativo delle grammature previste dalle linee regionali. Le grammature del nostro Comune sono superiori, questa è la motivazione della non validatura. Ma non vi è alcun rilievo in ordine alla qualità».

La direttrice del Comprensivo Gaber, l’assessore alla Pubblica Istruzione e la presidente della Commissione Mensa sottolineano che «è operativo un disciplinare mensa che prevede procedure operative per una corretta gestione del servizio, specificando compiti di genitori, insegnanti, amministrazione comunale e ditta appaltatrice che è operativa e funzionante». Pertanto, che le insegnanti siano costrette a “comprare pane e olio” come sostengono Staccioli e Passaglia, non risulta né alle insegnanti del comprensivo, che fanno parte della commissione mensa, né tantomeno al Comune ed alla dirigente della scuola. «Oltretutto – sottolineano in una nota – sarebbe un grave illecito che un insegnante fornisse personalmente del cibo portato dall’esterno».

Dal Comune dunque si parla di accuse fatte in “cattiva fede” sottolineando che il centro di cottura che fornisce i pasti alla scuola Montalcini è lo stesso che li fornisce a tutte le scuole elementari del territorio. «Sembra strano – prosegue il comunicato – ma le lamentele arrivano solo dai genitori di alcune classi della Rita Levi Montalcini: evidentemente le motivazioni sono da ricercare altrove e non nel cibo servito alla mensa. Naturalmente non tutti i bambini gradiscono verdure, pesce, passati non essendo abituati a consumarli a casa propria, ma il servizio mensa è un servizio educativo e come tale deve abituare ad una sana alimentazione».

Tra gli alimenti presenti sul menù, il 92% è rappresentato da prodotti bio. «Quanto poi al fatto che il Comune non intervenga economicamente sul pagamento dei pasti – si legge nella nota – è una palese falsità. Il pasto costa 7,67 euro e la quota a carico dei genitori è di 3,90 euro. Con il nuovo capitolato per il rinnovo dell’incarico del servizio ristorazione è stata prevista la “legge del buon samaritano”, ossia il cibo avanzato verrà consegnato ad associazioni di volontariato e non sprecato. Inoltre è stata introdotta la clausola del “km zero”, dove possibile».

«Spero che certi personaggi abbiano la prova della verità di ciò che dichiarano, perché si tratta di una questione delicatissima – commenta Del Dotto – Nell’ambito della qualità dei servizi pubblici non si possono fare chiacchiere da bar comodamente seduti dagli scranni della Regione: le nostre scuole lavorano bene, non creiamo allarmismi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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