Gioco
Tac e risonanze magnetiche in funzione 12 ore al giorno
Quattro macchine al lavoro dalle 8 alle 20 per gli esami “pesanti” al Versilia Ecco come si interverrà per ridurre le liste d’attesa e facilitare le prenotazioni
VIAREGGIO. Scatta il piano dell’Asl per abbattere le liste d’attesa. Dalle visite specialistiche alla diagnostica “pesante”, l’azienda sanitaria versiliese mette in campo tutta una serie di azioni per migliorare le proprie prestazioni sui tempi di svolgimento dei servizi. «Anche se - afferma il direttore generale dell’Asl Brunero Baldacchini - le liste d’attesa sono lunghe non solo da noi, ci rendiamo conto che dobbiamo fare di più».
Nuovi orari. Il primo intervento sarà su Tac e risonanze magnetiche. La diagnostica definita pesante - perché più invasiva - è da sempre il tallone d’Achille, con agende intasate e utenti che si lamentano perché devono aspettare troppo per sottoporsi agli esami. L’obiettivo è far lavorare a pieno regime tutte e quattro le macchine a disposizione dell’ospedale Versilia (due Tac e due risonanze magnetiche) con un nuovo orario di impiego: dal lunedì al sabato dalle 8 alle 20. Oggi, infatti, le macchine lavorano in maniera alternata, e spesso e volentieri solo al mattino. Perché non c’è il personale in grado di farle funzionare. Proprio per questo motivo l’Asl assumerà in radiologia tre medici, quattro tecnici sanitari e due infermieri. «Il nuovo orario - spiegano dall’Asl - diventerà operativo non appena completeremo l’organico».
Mano libera ai primari. Come affermato altre volte, il direttore generale Baldacchini darà più libertà ai direttori dei reparti sul budget destinato ai servizi in convenzione coi privati. I primari potranno manovrare un 20% del budget semestrale per abbattere le liste d’attesa: spetterà a loro aumentare (o diminuire) le prestazioni da appaltare ai privati per smaltire le richieste. Prestazioni che, se i direttori lo ritengono opportuno, potranno anche riportare all’interno dell’Asl.
Prenotazioni più facili e veloci. Resta il nodo dei medici di famiglia, spesso responsabili come e più di altri dell’allungamento delle agende. Perché a volte prescrivono esami che - a detta dei medici dell’ospedale - non sono necessari. L’Asl assicura che avvierà una serie di verifiche molto più severe sulla cosiddetta “appropriatezza”, cioè sul fatto che il paziente abbia davvero bisogno, e in quali tempi, dell’esame o della visita richiesta nella ricetta rossa. Si garantisce che si darà atto a quei codici di priorità di cui al momento, nonostante le indicazioni degli ultimi mesi, non si vedono risultati. Ma le vere notizie - che faranno certamente felici i pazienti - sono due. Intanto, si scioglie finalmente il nodo tra prima visita e visita di controllo: dato che questi due tipi di prestazioni si accavallano, creando confusione e tempi d’attesa lunghi senza distinzione tra l’una e l’altra, l’Asl annuncia che «sarà il medico specialista, dopo aver fatto la visita, a prenotare direttamente il controllo successivo. In maniera che il paziente abbia già garantito l’appuntamento con il giusto intervallo di tempo, senza necessità che si ricordi da solo quando la deve fare». Inoltre, come garantito anche dal responsabile dei distretti Asl Fabio Michelotti, «presto sarà estesa ad altri medici di famiglia la possibilità di prenotare la prestazione direttamente nei loro studi. In questo modo si potrà fissare l’appuntamento subito dopo aver preso la ricetta medica».
Matteo Tuccini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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