Il Tirreno

Versilia

Strage, una parata di testimoni illustri

di Donatella Francesconi
Strage, una parata di testimoni illustri

A quelli citati dalla Procura l’avvocato di Moretti (ad di Ferrovie) oppone Gianni Letta, Altero Matteoli, Sergio Chiamparino

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VIAREGGIO. Ad agitare il drappo rosso nell’arena del Polo fieristico di Lucca, dove è ripreso ieri il processo per il disastro ferroviario del 29 giugno 2009 a Viareggio, è - come sempre - l’avvocato Armando D’Apote, difensore di Mauro Moretti, amministratore delegato di Ferrovie. La Procura guidata da Aldo Cicala ha esteso i capi di imputazione a carico di Moretti e la lista dei testimoni depositata contiene molti nomi che in aula dovranno rispondere alle domande sul ruolo dello stesso Moretti come uomo-holding secondo le accuse. Tra questi molti sono personaggi illustri: Diego Dalla Valle e Luca Cordero di Montezemolo per Ntv, Giuseppe Arena per Arenaways, Antonio Catricalà, presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, Maurizio Manfellotto (Ansaldo Breda), Mercedes Bresso, ex presidente della Regione Piemonte. E molti altri. Ai quali D’Apote contrappone testimoni di altrettanto peso: «Chiedo a controprova l’ammissione di Sergio Chiamparino (ex sindaco di Torino, ndr), da sentire sull’ incontro tra Mercedes Bresso e l'ingegnere Moretti. In merito ai rapporti tra Moretti e Ntv chiamo l’ex segretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta e l’ex ministro Altero Matteoli. Entrambi in merito all’incontro tra Moretti e Montezemolo a Palazzo Chigi. Incontro promosso dal sottosegretario Gianni Letta (c'erano Moretti e Cardia per Fs e per Ntv Montezemolo e Sciarrone)».

Un altro incontro - ma questa volta tra Mauro Moretti e Diego Dalla Valle, e altri testimoni citati da D’Apote: «Chiamo Innocenzo Cipolletta (all’epoca presidente di Ferrovie, ndr) che a quell'incontro fu presente e non so dire se addirittura fu il promotore».

La platea di nomi illustri che potrebbero sfilare nell’aula del Polo fieristico si affolla. E saranno, in alcuni casi, toni di fuoco. Almeno stando ai verbali redatti dalla polizia giudiziaria e che hanno portato alla composizione delle liste testi della Procura: «Mi ricordo che tra me e me - sono le parole di Dalla Valle - feci una valutazione personale di Moretti definendolo molto competitivo, arrogante e pronto a qualunque tipo di combattimento». In aula, ieri, è risuonata la risposta di D’Apote: «Ma che venga anche Della Valle a dire, come abbiamo letto su tutti i giornali, che Moretti è cattivo! Che venga Montezemolo a dirci che Moretti ha impedito a Ntv di stare sul mercato! C’è un problema di serietà per questo processo...». E poi, a concludere: «Moretti arrogante dice Dalla Valle? E allora? ».

Si torna in aula il 14 maggio. Davanti al collegio giudicante (presidente Gerardo Boragine ed i colleghi Nidia Genovese e Valeria Marino) saranno ascoltati i primi testimoni. A cominciare da sei familiari delle vittime. Ma ieri hanno tenuto banco ancora le questioni procedurali. Compresa quella relativa alla comparsa in aula - sì come testi, ma assistiti dagli avvocati - dei periti dell’incidente probatorio (Vangi e Licciardello) oggetto di un’indagine archiviata dallo stesso Tribunale di Lucca per il caso del report agli atti diverso da quello originale. Parole forti quelle della replica di D’Apote al collega Brachi che ha sollevato la questione: «È una richiesta che sembra il tirare le fila di una strategia iniziata molto tempo fa: azzerare un elemento probatorio molto forte a sostegno della difesa in questo processo».

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