Il Tirreno

Versilia

L’altolà di Pasquinucci «Non possiamo più far finta di nulla»

di Claudio Vecoli

Il presidente e la relazione choc della commissione bozzetti «Nel prossimo bando l’argomento andrà regolamentato»

3 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Ha ricevuto la relazione della commissione bozzetti da qualche settimana. E lunedì pomeriggio ne ha fornito una copia a tutti i componenti del consiglio di amministrazione e di indirizzo della Fondazione. Ma, prima di dare un giudizio sul lavoro dei cinque saggi della commissione, il numero uno di Palazzo delle Muse Stefano Pasquinucci vuol prendersi ancora qualche giorno di tempo per rileggerne il contenuto.

Presidente, per la commissione bozzetti tutti i carri in concorso rispettano il limite minimo del 70 per cento della cartapesta. Ma nel computo della percentuale di carta a calco la commissione ha inserito anche i mascheroni in polistirolo foderati con carta di giornale. Le torna tutto?

«E' chiaro che non può essere così. Un mascherone di polistirolo ricoperto con carta di giornale incollata non può essere considerato carta a calco. Perché la carta a calco presuppone una lavorazione diversa, più complessa. E' chiaro che questo tema andrà approfondito e dovremo parlarne all'interno della Fondazione Carnevale. Una cosa, però, è certa: non si può più fare finta di nulla. E questo non vuol dire necessariamente chiudere a ogni forma di sperimentazione di materiali alternativi. Vuol dire però che questo argomento va regolamentato. E l'occasione giusta sarà la stesura del nuovo bando di concorso».

Parliamo della cartapesta. O, più precisamente, della carta a calco. La ritiene un valore aggiunto da tutelare o un ostacolo verso una crescita del Carnevale?

«Io credo che la carta a calco sia una caratteristica tipica del Carnevale di Viareggio e come tale vada difesa. La si insegna ai ragazzi viareggini fin dalle scuole materne, sottolineandone anche una serie di qualità che vanno oltre la semplice resa artistica: la cartapesta è infatti accessibile a tutti perché la si fa utilizzando materiali poveri, favorisce la filosofia del riutilizzo, è ecocompatibile… Non solo. Fra i progetti che abbiamo in cantiere c'è quello di dare il via al più presto ad un corso sulla cartapesta. E anche i progetti che stiamo portando avanti a livello europeo per ottenere dei finanziamenti per la manifestazione poggiano proprio sulla valorizzazione della tecnica della cartapesta».

Questo vuol dire chiudere le porte alla sperimentazione di altri tipi di materiali alternativi alla cartapesta?

«No, difendere la cartapesta non vuol dire chiudersi a riccio ed escludere tutto il resto. Ricerca e innovazione devono continuare ad accompagnare lo sviluppo del Carnevale di Viareggio. Del resto è sempre stato così. Penso al Gatto Mao di Menghino o, più recentemente, alle oche di Lebigre e Roger. Ma penso anche al Ragno di Avanzini che può aprire in prospettiva delle collaborazioni con il mondo del design. Però occorre fare chiarezza una volta per tutte. Perché, lo ripeto, non si può continuare a far finta di nulla».

Nei giorni scorsi Arnaldo Galli, in una intervista al Tirreno, ha detto che una percentuale molto alta di carristi ha abbandonato la cartapesta per il polistirolo. Lei che idea si è fatto in proposito?

«Penso che sia vero. Ormai la metà dei carristi non utilizza più la tecnica della carta a calco se non marginalmente. E' un dato di fatto sul quale dobbiamo riflettere. E dobbiamo farlo in fretta».

@ClaVecoli

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa