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Il polistirolo? Lo hanno usato (quasi) tutti

Il polistirolo? Lo hanno usato (quasi) tutti

Carro per carro, ecco cosa ha scritto la commissione bozzetti nella sua relazione finale

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VIAREGGIO. Il polistirolo? Chi più, chi meno, lo hanno utilizzato tutti i carristi. Anche se poi, conteggiandolo come carta a calco, nessuno ha sforato la percentuale minima del 70 per cento. È quanto si evince dalla relazione della commissione bozzetti consegnata alla Fondazione Carnevale. Che, con lavoro certosino, ha esaminato carro per carro. Ecco cosa emerge.

Su La Rete di Alessandro Avanzini la commissione scrive che «il ragno, figura centrale sul quale si gioca il maggior effetto scenografico, è stato modellato in polistirolo in diretta con i sistemi ritenuti propri della scultura tradizionale e successivamente incartato in ogni superficie in vista, ottenendo come era negli intendimenti del costruttore una superficie levigata difficilmente ottenibile con i metodi tradizionali. Anche la pannellatura orizzontale è verticale è stata ricavata modellando pannelli di polistirolo».

Ne La penisola sommersa dei fratelli Bonetti «molte parti del carro, con particolare riferimento ai monumenti, sono state realizzate con polistirolo lavorato a mano e con macchina utensile a controllo numerico». Inoltre «non tutto il polistirolo è stato ricoperto con la carta a calco».

Su Un carro... armato di allegria di Massimo Breschi «molte parti del carro sono state realizzate con pannelli di compensato successivamente incartato ed anche con polistirolo lavorato a mano. Le parti modellate con compensato e polistirolo sono state ricoperte con la carta a calco».

Per quello che riguarda Revolution dei fratelli Cinquini «alcune parti del carro, con particolare riferimento agli alberi posteriori, sono state realizzare con polistirolo lavorato a mano e/o poliuretano, il tutto opportunamente ricoperto da cartapesta o carta a calco».

In Hysteria di Lebigre e Roger «molte parti del carro, con particolare riferimento ai pannelli di chiusura delle librerie, ai libri e ad alcune figure principali del carro sono state realizzate in compensato o in polistirolo modellato in diretta e successivamente ricoperte con carta di giornale intrisa di colla di farina».

Per ciò che concerte Non entrate in quel portale di Fabrizio Galli «molte parti del carro, con particolare riferimento ai filamenti sulle zampe e sul corpo del ragno, sono state realizzate con materiale diverso per ottenere effetti scenografici superiori che altrimenti non avrebbero potuto realizzarsi come l’effetto alettrico che percorre tali filamenti. Alcune altre parti sono state realizzate in polistirolo o in compensato e successivamente ricoperte con la carta intrisa di colla di farina».

In Woodoo di Carlo Lombardi «alcune appariscenti parti del carro sono state realizzate con polistirolo direttamente modellato a fiamma e verniciato senza essere ricoperto da carta di giornale».

Per l’Acchiappasogni di Franco Malfatti i rilievi sono relativi alle sole farfalle che «sono state realizzate in polionda senza essere ricoperte da carta di giornale».

Anche in Il ladro di sogni di Politi e Borri la commissione rileva che «alcune parti del carro sono state realizzate con materiali diversi e con polistirolo modellato a mano successivamente ricoperto di carta di giornale».

Infine su Figli di un dio minore di Roberto Vannucci nella relazione si legge che «molte parti del carro, con particolare riferimento al corpo dell’angelo, alla torre e al loggiato sul retro sono stati realizzati con polistirolo in vista e altro materiale come la spugnetta intrecciata che forma il corpo di Freddie Mercury».

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