Sicurezza
Fuori dall’aula chi ha condotto le indagini
È la richiesta dell’avvocato Gaetano Scalise (Rfi) sulla quale il Tribunale dovrà pronunciarsi
VIAREGGIO. Il ruolo di buttafuori è toccato, ieri mattina, a Gaetano Scalise, avvocato romano, difensore di uno degli imputati di Rfi, che ha chiesto «l’incompatibilità a testimoniare» di tutti i componenti della squadra di polizia giudiziaria che ha lavorato alle indagini per conto della Procura di Lucca. Fuori tutti: Lorena La Spina, Alfredo Zallocco, Riccardo Landozzi, Paolo Cremonesi. E (soprattutto) Angelo Laurino, comandante della squadra di polizia giudiziaria della Polfer di Milano, l’uomo che nella sua ultima relazione ha ricostruito - documento dopo documento. misura dopo misura, foto dopo foto - dalla partenza del treno carico di Gpl al momento in cui la cisterna si è squarciata a ridosso delle abitazioni di via Ponchielli. Nelle informative di Laurino c’è la ricostruzione del sistema delle manutenzioni ferroviarie in Europa, cieco di fronte ad una direttiva del’Eba (l’Agenzia per la sicurezza ferroviaria in Germania) che dava l’allarme sullo stato degli assili tedeschi (crateri di ruggine ricoperti da più mani di vernice). Ma anche quel filo invisibile che lega i pezzi di questa storia, dalle responsabilità delle imprese tedesche a quelle di Ferrovie e delle sue imprese, cieche e sorde di fronte ad un dato numerico che nel processo non potrà non avere l’attenzione che merita: noleggiare il treno-killer costava 25,08 euro al giorno per ogni carro. Manutenzioni dai costi irrisibili comprese, aggiungerà Laurino dopo aver messo le mani nelle carte arrivate dalla Germania.
Ma - sostiene Scalise - Laurino e l’intera squadra di pg non ha diritto di parola, in aula. Per il fatto di aver presenziato all’incidente probatorio e all’udienza preliminare. Netta la risposta del pm, Giuseppe Amodeo (in aula con il collega Salvatore Giannino): la Cassazione individua e definisce la figura del “testimone esperto”. Ed i cinque che all’indagine hanno lavorato l’esperienza se la sono fatta chini sui binari e affogati tra la mole di carte. (d.f.)
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