Il Tirreno

Versilia

Se a dire no alla Bolkestein sono i vertici dell’Europa

di Matteo Tuccini
Se a dire no alla Bolkestein sono i vertici dell’Europa

Il commissario Damanaki: direttiva da rivedere, servono vincoli meno rigidi I balneari esultano. Ma avvertono: guai a chi ci vuole usare per scopi elettorali

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VIAREGGIO. Se svolta sarà, lo si saprà solo nelle prossime settimane. Quel che è certo è che, per la prima volta, l’Unione Europea ammette le difficoltà di applicazione della direttiva Bolkestein per quanto riguarda le spiagge italiane. Aprendo a una revisione delle norme per l’assegnazione delle concessioni demaniali marittime. Anche se non è chiaro, al momento, se si ritiene di dover dire addio alle gare pubbliche per la gestione, venendo incontro alle richieste dei balneari. Oppure se si punta a una via più soft, ma confermando le cosiddette aste delle spiagge.

La versione di Abrignani. Il cambio di rotta lo fa - secondo quanto riporta il parlamentare di Forza Italia Ignazio Abrignani - il commissario europeo Maria Damanaki, che si occupa di affari marittimi e pesca. Damanaki è intervenuta lunedì scorso ad Atene, in un incontro previsto nel semestre di presidenza greca dell’Ue. E, a detta di Abrignani, il commissario ha ammesso le difficoltà di applicazione della Bolkestein. Affermando che, nella nuova direttiva in merito per il turismo balneare, ci sarà la via d’uscita per risolvere la situazione: meno vincoli stringenti e più attenzione alle specificità di ogni singolo Paese.

Balneari tra dubbi e speranze. Da qui una ridda di dichiarazioni entusiastiche, che hanno messo sul chi va là i balneari. I concessionari, infatti, hanno accolto come positiva l’apertura dell’Ue. Ma la tempistica, diciamolo, è sospetta. «Siamo ottimisti - afferma Vincenzo Lardinelli, presidente nazionale del sindacato Fiba Confesercenti - Si sta cominciando a ragionare in un modo che, dal nostro punto di vista, è giusto. Si ammette che c’è un problema, e si parla di risolverlo venendo incontro agli imprenditori. Detto questo, visto che a breve ci saranno le elezioni europee, non vorremmo che fosse già iniziata la campagna elettorale». Sulla stessa falsariga i commenti apparsi sul web: occhio a chi mette il cappello su qualcosa che è ancora fumoso, nell’obiettivo di accalappiare dei voti.

La parola al Governo. Si attende, adesso, una risposta da parte dell’Esecutivo e dei partiti che lo compongono. Qualcosa di concreto, che secondo la senatrice Pd Manuela Granaiola deve arrivare dal sottosegretario all’Economia Pierpaolo Baretta (riconfermato dal premier Matteo Renzi nel ruolo che aveva nel governo Letta). Così la Granaiola sull’intervento del commissario Damanaki: «Forse l’ultima riunione della delegazione del Pd con gli imprenditori del settore e quelle di altre forze politiche stanno dando i loro frutti. Ora - prosegue - bisogna solo fare in modo che questo Governo, che fino ad ora si è dimostrato rapido e veloce nell’attuazione dei suoi progetti, prenda in mano questa luce e la porti a Bruxelles. E illumini le menti dei soggetti decisori su quanto da anni stiamo cercando di far capire a tutti. In Italia urge riprendere il “tavolo Baretta”, ed esaminare le proposte di legge presentate e portare avanti quella sulla quale c’è la maggiore condivisione di tutti i soggetti coinvolti». Non è dello stesso parere il leader dei balneari più irriducibili, Emiliano Favilla. «Bene per l’apertura dell’Europa - afferma - rimane tanta perplessità, invece, sul fatto che il nostro Governo si metta a riaprire dei tavoli. Purtroppo dei tavoli del governo italiano non c’è più da fidarsi. Danno poca fiducia anche tutti quei soggetti che a quei tavoli si mettono a trattare con il Governo. In questi anni di proposte strane e campate per aria ne abbiamo viste troppe. Tutte finte soluzioni (dalla bozza Fitto, Tremonti, Baretta, eccetera) che oltre a non dare nessuna prospettiva credibile e concreta, hanno fatto scatenare l’opinione pubblica contro la categoria. Quindi, prima di riapparecchiare dei tavoli fasulli, spingiamo tutti insieme (con una lotta forte ed unitaria) il Governo ad andare in Europa per togliere di mezzo le famigerate aste. Una volta che le aste sono uscite dal contesto, si possono riaprire anche dei tavoli seri».

@matteotuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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