Il Tirreno

Versilia

Otto anni di discussioni. Ma il nodo resta lì

Otto anni di discussioni. Ma il nodo resta lì

Nata da un olandese, che poi l’ha (in parte) disconosciuta: la storia della norma Ue più travagliata

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VIAREGGIO. «È olandese». «No, guarda che è danese». La prima volta che la direttiva europea Bolkestein, conosciuta anche come direttiva Servizi, fa la sua comparsata sugli articoli del Tirreno in molti osservano subito l’esoticità del nome. E - dato che la geografia spesso è un’opinione - non mancano confusioni tra un Paese nordico e l’altro.

La direttiva 123, nata su spinta dell’allora commissario europeo Frits Bolkestein, è del 2006. Ma diventa popolare, per usare un eufemismo, solo qualche anno dopo. Gli europarlamentari italiani, infatti, non si accorgono che tra le possibili applicazioni - fermo restando che una direttiva Ue dà indicazioni e non obblighi immediati - c’è la gestione delle concessioni demaniali, cioè di beni pubblici. Tra questi rientrano, ovviamente, le spiagge, ma anche le licenze dei chioschi al mercato su aree comunali. Di entrambi l’Europa, con una procedura d’infrazione aperta nel 2008, contesta all’Italia l’assegnazione perenne senza passare da gare a evidenza pubblica. Quelle che poi, per semplificare, saranno chiamate “aste”. All’inizio i balneari non si accorgono del problema, salvo casi rari. Addirittura c’è chi dice che meno se ne parla, e meglio è. Ma poi la questione esplode in tutta la sua evidenza dopo il 2009, all’epoca della famosa “bozza Fitto” che per i balneari rappresentò il primo, grande nemico: un via libera alle gare delle spiagge, pur con una serie di punteggi a favore dei concessionari uscenti, che aveva messo a punto l’allora ministro berlusconiano Raffaele Fitto.

Il fatto è, si spiega, che l’Italia deve uscire dalla procedura d’infrazione Ue. E lo fa nel 2011, abolendo il rinnovo automatico delle concessioni demaniali. Un altro mattone che piomba sulla gestione delle spiagge della Versilia (e di tutta Italia), e che significa mettere a scadenza vera i titoli: prima nel 2015, e poi con una proroga fino al 2020. Nel frattempo Bolkestein in parte disconosce la sua creatura, mentre i balneari scatenano la loro rabbia contro tutto e tutti, facendo cortei in Versilia e in tutta Italia e andando fino a Bruxelles, di fronte alla sede della Commissione Europea. Ma passi in avanti, se si escludono bozze di riforme che sono state via via affossate, non ci sono stati.(m.t.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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