Sicurezza
Uno yacht viareggino per il presidente dell’Inter
Thohir, come il suo predecessore Massimo Moratti, interessato a una super barca La scelta sarebbe caduta su un Benetti attualmente ai lavori in uno dei bacini
VIAREGGIO. In un momento tutt’altro che sereno per la nautica viareggina certe voci fanno presto il giro del porto e dei cantieri.
Erick Thohir, il presidente indonesiano dell’Inter, è interessato all’acquisto di uno yacht. Un mega yacht extra lusso made in Viareggio e più precisamente uscito da uno dei principali cantieri navali, a livello internazionale, che ha sede in città: Benetti del gruppo Azimut Benetti.
L’imprenditore avrebbe manifestato il proprio interesse all’acquisto qualche settimana fa, tramite alcuni sui rappresentanti che, pare, abbiano già preso contatti con il cantiere dove si trova la barca.
Già perché, per la verità il ricco presidente, un magnate nel settore dell’entertainment, a capo di un piccolo impero fatto di testate giornalistiche, tv e appunto società sportive, non sarebbe intenzionato all’acquisto di uno yacht nuovo, ma di una imbarcazione che si trova ai lavori in porto a Viareggio. Un lussuoso Benetti attualmente in refit in Darsena.
Del resto l’affare non farebbe altro che confermare un legame storico tra la società milanese e la città.
Che Massimo Moratti, con la moglie Milly, siano da sempre legato a Forte dei Marmi e al Bagno Piero per le vacanze al mare è arcinoto. E lo è altrettanto il fatto che l’ex presidente neroazzurro abbia scelto Viareggio come porto dove ormeggiare il suo yacht.
A Viareggio per acquistare un Madras 26 nel 2001 era venuto anche Roberto Mancini, allenatore poi approdato proprio all’Inter, che della nautica ha fatto la sua seconda passione oltre che attività professionale alleandosi, per questa avventura, con Faliero Sarti di Tecnomar.
Dunque, per certi versi, la tradizione continua. E a quanto pare sarà ancora una volta Viareggio a dotare di una “villa galleggiante” il presidente dell’Inter. E chissà se magari verso la Versilia Thohir non sia stato indirizzato proprio dal suo predecessore.
Non è detto che l’interessamento di Thohir per l’imbarcazione si traduca poi in un vero e proprio acquisto.
Certo è che l’affare, relativo come detto a una barca già costruita, conferma come la nautica viareggina possa ambire a diventare punto di riferimento per un mercato anche alternativo a quello del nuovo e che passa dalla valorizzazione di spazi e professionalità legate al mondo del refitting. Una boccata d’ossigeno tutt’altro che irrilevante in un periodo di crisi.
Il tema sta a cuore alle imprese del settore, costrette a fare i conti in questi anni con una drammatica contrazione del mercato interno e la conseguente riduzione delle commesse. Una situazione che si è tradotta anzitutto in crisi aziendali, chiusure di aziende medio piccole, fallimenti. Dinamiche che evidentemente mettono a rischio la qualità della filiera, del “made in Viareggio”.
La possibilità di richiamare in Darsena il giro d’affari legato alle barche ai lavori, al quale - perché no - affiancare quello delle compravendite dell’usato di lusso direttamente “a casa” dei produttori, dunque non è da scartare. In quest’ottica si inseriscono, ad esempio, le iniziative promozionali per la nautica che hanno avuto sede in città e che, con l’impegno di imprese e enti locali, potrebbero conoscere in futuro nuovi importanti sviluppi.
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