Finanza
Strage: la Cgil promette un altro documento
Il segretario provinciale Chiriaco incontra i familiari delle vittime e prende impegni precisi
VIAREGGIO. «Riunirò immediatamente tutto il pool di avvocati della Cgil perché voglio che si sia ben rappresentanti al processo per la strage di Viareggio. E se non è così si cambia...». Franco Chiriaco, segretario generale della Cgil provinciale parla così faccia a faccia con alcuni rappresentanti dei familiari di chi - in seguito a quella maledetta notte del 29 giugno 2009 -ha perso la vita. L’incontro-conferenza stampa si è reso necessario dopo che il congresso della stessa Cgil provinciale ha respinto l’ordine del giorno che conteneva la richiesta delle dimissioni di Mauro Moretti, amministratore delegato di Fs e imputato al processo che riprende domani a Lucca, e la solidarietà con i familiari delle vittime della strage, ma anche di tutti quei lavoratori che in questi anni hanno lasciato la vita lungo i binari.
Chiriaco appare deciso a rimarginare nei fatti la ferita che si è aperta a Lucca, dove i toni utilizzati sono stati tali da indurre lo stesso segretario ad un impegno per un incontro tra la delegata più accanita nel dire no al documento presentato da Riccardo Antonini, ferroviere licenziato ed esponente di Assemblea 29 giugno, e Daniela Rombi, presidente dell’associazione dei familiare delle vittime della strage (“Il mondo che vorrei”). Lo strumento è quello della riproposizione di un documento, a questo punto sostenuto in prima persona da Chiriaco, al congresso regionale della Cgil. Che non si capisce perché dovrebbe approvare a Firenze quanto respinto a Lucca (ma anche a Livorno).
Ma soprattutto - sottolinea Daniela Rombi - «che ce ne facciamo di un “sì” alle nostre posizioni, ad un sostegno alle nostre vite distrutte che arrivi da persone che non ne sono convinte?». Perché le immagini di quanto accaduto al congresso provinciale lucchese - sottolinea Marco Piagentini, che nella strage ha perso la moglie e due bambini piccolissimi, «da quella stanza abbiamo visto uscire persone schifate come se si fosse presentato chissà che cosa! Quella notte c’è stata una guerra: io c’ero e ci hanno derubato di tutto! E per la sicurezza in ferrovia non è cambiato niente».
Non c’è “se” e “ma” di fronte a questo. Ed i delegati versiliesi della minoranza Cgil ancora ieri hanno voluto stringersi alle vittime di quella tragedia in nome di una Cgil la cui storia - è stato ricordato - «è fatta prima di tutto di solidarietà». (d.f.)
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