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Santini (Pdl) al Pd che dissente: dimettiamoci e si vada al voto

Santini (Pdl) al Pd che dissente: dimettiamoci e si vada al voto

VIAREGGIO. «Anche i consiglieri della maggioranza sono tutti al “si salvi chi può”... Siamo sul Titanic che affonda e se ne stanno rendendo conto. E, allora, per evitare il peggio si torni alle urne!...

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VIAREGGIO. «Anche i consiglieri della maggioranza sono tutti al “si salvi chi può”... Siamo sul Titanic che affonda e se ne stanno rendendo conto. E, allora, per evitare il peggio si torni alle urne! Diamo tutti le dimissioni e mettiamo fine all’esperienza di questa amministrazione». A parlare è Alessandro Santini, capogruppo del Pdl-Forza Italia. Ma le sue parole non sono per l’opposizione. Santini fa leva sul mal di pancia che serpeggia nella maggioranza, già orfana di Sinistra ecologia e libertà. I numeri del voto in consiglio comunale l’hanno già detto chiaramente: alla elezione del presidente Vannucchi sono mancati i voti di Sel, ormai passata all’opposizione con i consiglieri Madrigali e Bozzoli, e quelli di due consiglieri del Partito democratico (Mei e Zappelli). Da lì in poi è stato chiaro che tutto sarebbe stato possibile.

Santini è netto: «Il bilancio se lo votano da soli, se hanno i numeri per approvarlo». Un bilancio sul quale, però, pende la scure del ministero delle finanze e della relazione che l’ispettore sta mettendo a punto. Con tutti i rischi del caso per le amministrazioni precedenti a quella Betti, prima fra tutti la Giunta di centrodestra che fu di Lunardini non si vota: «Se ci sono responsabilità verranno fuori - è la risposta di Santini -: noi non ne abbiamo paura. Questa amministrazione comunale non ha credibilità e noi dell’opposizione non saremo la loro stampella». Dunque, «che arrivi un commissariamento breve e poi si torni al voto. Perché lo spettro di un commissariamento lungo sarebbe la fine per la città».

Tra le mille anime del Pd si agitano opposti schieramenti ed altrettanti sogni di candidatura a sindaco. E la resa dei conti è dietro l’angolo. Ma la segreteria del partito, ieri pomeriggio, ha ascoltato la relazione dell’assessore al bilancio, Lorenzo Bertoli, che si è impegnato a fornire - verifica dopo verifica dei conti - tutti gli elementi utili alla riflessione che anche il Pd dovrà fare, «La segreteria - spiega Bertoli al termine dell’incontro - ha espresso la volontà politica di recuperare la frattura con Sel». Sul come farlo, però, ci limita ad affermare che la base di un possibile ritorno all’ovile viene individuata «nella volontà politica della maggioranza al governo della città di assumersi la responsabilità del risanamento».

Ma - si potrebbe dire - sotto i conti c’è di più. E la domanda che cerca risposta non può che essere: in dieci anni di Comune contabilmente commissariato, della città che si ha intenzione di fare? A meno che non si pensi che Viareggio, punta dal fuso del Piano di risanamento con la Bella addormentata da quello dell’arcolaio, si risvegli a conti risanati. (d.f.)

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