Sicurezza
Viabilità, tutti i cantieri a Raffaelli
L’ex assessore Laura Servetti: dai lavori pubblici alla polizia municipale in mano ha opere per milioni
VIAREGGIO. Nove milioni di lavori per la Passeggiata, da piazza Mazzini al Centro congressi, più il terzo lotto dell’asse di penetrazione (5 milioni solo il finanziamento regionale annunciato) e 2,3 milioni per il rifacimento di piazze ed aree pedonali, più 6,4 milioni per il sottopasso di largo Risorgimento: è il “tesoretto” a disposizione dell’ingegnere Riccardo Raffaelli, passato a dirigere la polizia municipale. «Senza modificare di una virgola, almeno formalmente, la macrostruttura approva, ci ritroviamo al punto di partenza...». Laura Servetti, uno dei tre assessori defenestrati dal sindaco Leonardo Betti commenta così la scelta dell’amministrazione comunale. Già. Perché la nuova organizzazione “spacchetta” la progettazione e la manutenzione: ogni settore ha i propri lavori e la polizia municipale è competente anche per viabilità e mobilità. A progettare i nuovi lavori, dunque, può cominciare lo stesso Raffaelli che con la “rivoluzione” approvata in Giunta ed in consiglio comunale ha perso la dirigenza dell’intero ufficio lavori pubblici.
Anche se - sottolinea una nota a firma dell’assessore Chiara Romanini - «Raffaelli resterà in carica ad interim solo tre mesi». In attesa di poter sciogliere il nodo di un nuovo dirigente, come da selezione già effettuata: scelta complicata considerando lo stato dei conti del Comune.
«La nuova macrostruttura - ricorda l’ex assessore - per l’"Unità di staff polizia municipale" prevedeva espressamente "Progettazione e interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria della viabilità comunale". Perché ciò fosse possibile quindi gli avevo volutamente affidato, in una ottica di parcellizzazione della progettazione, tutta la gestione delle attività di programmazione, progettazione e realizzazione delle opere di infrastrutture viarie, di urbanizzazione. Insomma, tutta la viabilità e, questo proprio perché, forte di un ufficio di tecnici, tra i quali era stata inserita un giovane ingegnere con una interessante esperienza in altro Ente e non solo, ero riuscita e spersonalizzare la progettazione, facendo in modo appunto che non tutto ricadesse di nuovo nelle mani di un super dirigente».
Impossibile non farsi domande sulla scelta di sindaco e del suo assessore Chiara Romanini (vice sindaco, oltre che deleghe a personale e lavori pubblici): «Spero non sia stata aggirata la macrostruttura in ragione di una persona, anche perché se così fosse - dato che vi è il progetto dei pensionamenti con i criteri pre-Fornero per i Comuni in evidenti difficoltà economiche - è il caso di cominciare a formare un nuovo dirigente capace». Servetti difende con forza le scelte che hanno portato alla nuova organizzazione del Comune: «Accogliendo le indicazioni del sindaco ho disegnato la macrostruttura, una macrostruttura che, se applicata, sarebbe stata in grado di rimodulare, a vantaggio della buona e corretta amministrazione innovativa, quei meccanismi noti: modalità degli incarichi, espletamento delle gare e dislocazione della progettazione».
Ma la tesi dell’ex dirigente dei lavori pubblici, Riccardo Raffaelli, è ben diversa: «Un ingegnere non lo inventi», sottolinea: «Qui s’è pensato di demolire una cosa senza avere chiaro come ricostruirla». Senza contare «che si sono creati dei centri tecnici di progettazione che rispondevano a degli amministrativi...».
Eppure nei diversi settori dell’organizzazione comunale sono stati suddivisi tecnici che quando rispondevano a Raffaelli dirigenti dei lavori pubblici, svolgevano egregiamente il proprio lavoro». Lo stesso lavoro che, pare di capire dalla realtà di una macchina comunale ancora paralizzata, fuori dalle stanze del terzo piano del Municipio diventa missione impossibile...
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