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Ersu, duro attacco dei sindacati

Nel mirino i dirigenti passati e attuali: «Rispetto per i lavoratori»

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PIETRASANTA. Ersu: sindacati all'attacco. «L’ex presidente Marco Marchi definisce i lavoratori nullafacenti: se è così, faccia nomi e cognomi di questi nullafacenti. Anche i lavoratori hanno una dignità e meritano rispetto Quel rispetto che qualcuno avrebbe dovuto portare a suo tempo nel non concretizzare un contratto oneroso per la Società e la cittadinanza, ma come tutti ben sappiamo la vergogna non fa parte delle caratteristiche della politica e soprattutto dei politici» scrivono in una nota Usb, Cobas, Cgil, Cisl e Uil che mettono nel mirino la dirigenza attuale e quella del passato.

«Sul territorio non stanno certo i direttori o i loro staff a eseguire i servizi, ma lavoratori diligenti che la mattina svolgono la mansione affidata lavorando spesso a confronto con mezzi ed attrezzature fatiscenti ed obsoleti o strutture carenti in barba alla sicurezza e alle leggi nazionali - continua la nota - Certo non è demandato a noi stabilire la congruità o meno dello stipendio del direttore Bresciani Gatti (approvato da destre e sinistre), però ci teniamo a precisare che il nostro datore di lavoro non è Bresciani Gatti, ma il presidente del Cda, Alberto Ramacciotti, il quale delega al direttore generale i poteri di gestione tecnica, della sicurezza e del personale, ed indirettamente anche la gestione amministrativa dove la responsabile è la convivente dello stesso direttore. Non è certo merito di scelte fatte negli anni - proprio da chi accusa i lavoratori - se abbiamo un'azienda pubblica che potremmo definire “a conduzione familiare”. Quello che ci fa rabbrividire è un direttore che è costretto a convocare tutte le lavoratrici e scusarsi degli offese che vengono loro perpetrate quotidianamente. Oppure si può considerare un ' ottimo risultato' la perdita quasi totale dei dati storici informatici di 15 anni dell'azienda. E ancora: le ore di straordinario effettuate dal personale amministrativo per recuperare il lavoro perso chi le paga? La comunità questo è poco ma sicuro, non esiste nessuna assicurazione che rimborsi anche il recupero del danno, oltre al danno stesso. Se poi consideriamo che ad un autista che rompe uno specchietto durante l'espletamento del proprio servizio - rilanciano le Rsu - viene tolta un’ora o un giorno di stipendio dalla busta paga, cosa dovrebbe essere fatto a chi non ha vigilato o comunque fatto in modo e maniera che i dati non andassero persi? A detta dell'amministratore unico Ramacciotti sembrerebbe che questi dati siano stati recuperati, ma ad oggi il personale viene costretto ad effettuare straordinari e gestire le pratiche manualmente».

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