Il Tirreno

Versilia

Comune, risanamento da 60 milioni

di Donatella Francesconi
Comune, risanamento da 60 milioni

L’amministrazione di centrosinistra verso il predissesto: per dieci anni tributi e tariffe rischiano di restare al massimo

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VIAREGGIO. Un piano di risanamento da 60 milioni da “smaltire” in dieci lunghissimi anni durante i quali tasse e tariffe «non si possono toccare». Nel senso che non si possono abbassare. L’amministrazione del sindaco Betti sceglie la strada del predissesto, da gestire come spiega l’assessore al bilancio Lorenzo Bertoli che aggiunge: «È una grande azione di responsabilità». Azione che vedrà l’amministrazione impegnata - è ancora Bertoli a parlare - a pagare i debiti. Quali? Quelli contratti con Sea, Vaibus, Erp e tutto il vasto mondo delle società partecipate. Le stesse che, per moltiplicazione e assenza totale di controllo da parte dell’Ente pubblico, sono un pezzo fondamentale del disastro. Insomma, nel labirinto della galassia partecipate non si fanno prigionieri.

Ma Leonardo Betti difende con forza l’operazione “conti ripuliti”: «Una gestione raffazzonata, semplicistica e facilona del bilancio pubblico non è quello che chiedono i cittadini. Serve, invece, un’azione virtuosa». Azione che non può riguardare i soli conti, è l’obiezione, in un quadro dove sotto accusa è quello che per anni è stato definito “Sistema Viareggio”. «I carrozzoni vanno sistemati - risponde il primo cittadino -: altrimenti la carovana non funziona». Da dove si inizia è presto detto: «Dalla nuova gara per la Viareggio porto, dalla trasformazione della Viareggio patrimonio in società di riscossione dei tributi, dai crediti che vantiamo con Gaia».

Il primo cittadino è deciso a restare alla guida del Comune: «Che questo fosse lo stato dei conti pubblici era cosa nota. Basta pensare - sottolinea - alle numerose prese di posizione della Corte dei Conti sui recenti bilanci viareggini». E, dunque, in questa condizione oltremodo critica, cosa rimane delle aspettative di una campagna elettorale tanto vittorioso quanto apparentemente inutile? «Per fortuna non ho fatto promesse enormi e non ho creato false illusioni. Cercheremo di garantire l’operatività nella maniera migliore. Intanto, abbiamo da gestire gli investimenti che sono stati finanziati dalla Regione: la Passeggiata, la pineta, la conclusione del mercato ittico, oltre alle altre richieste di finanziamento che abbiamo presentato a Firenze. Ed inoltre possiamo lavorare a tutte le scelte che valorizzino uno sviluppo dell’economia cittadina. Queste sono scelte che possiamo fare a costo zero».

Restano, però, tutti i “nodi” segnalati dal verbale dei revisori dei conti. A cominciare dal futuro della Viareggio Versilia congressi e dei sui dipendenti. Alla domanda se lo stabilimento balneare aprirà o meno per la stagione prossima, Betti risponde una cauto «spero di sì». Ed il successivo quesito “con o senza liquidazione della società” vede il sindaco impegnato in un difficile dribbling: «C’è un ragionamento su cosa vada fatto di questa società. Considerando che va garantita l’occupazione».

Già. Perché mettere mano oggi alle partecipate brandendo le forbici significa fare i conti con decine e decine di posti di lavoro.

Ma Betti è convinto di aver comunque intrapreso una strada giusta: «Questo quadro che si sta delineando serve a fare chiarezza. Per chi è sempre in campagna elettorale (il riferimento è all’opposizione, ndr) immagino che capire non sia semplice». Eppure - è l’opinione dell’assessore Bertoli - «quella che abbiamo in corso è un’operazione che necessita il coinvolgimento delle minoranze. Perché va gestita col buon senso e con la coesione politica».

Senza negare - Bertoli ne è consapevole - che il tutto abbia conseguenze politiche: «Perché amministri per ripianare il debito. E non porta certo consensi dire “taglio qui, taglio là”. S’è visto con le reazioni che ci sono stati quando ho parlato di diminuire il contributo al Carnevale...».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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