Il Tirreno

Versilia

Adescò ragazzina su Facebook: condannato pensionato di 76 anni

di Luca Basile
Adescò ragazzina su Facebook: condannato pensionato di 76 anni

Grazie all’età sconterà la pena di tre anni e due mesi di reclusione agli arresti domiciliari A incastrarlo la denuncia della quindicenne che si oppose al suo tentativo di violenza

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PIETRASANTA. Riuscirà ad evitare il carcere e la condanna a 3 anni e due mesi, solo per motivi anagrafici, il 76enne, residente a Roma, che prima blandì con i toni del nonnino bonario e gentile una quindicenne pietrasantina per poi trasformarsi nell'orco capace di usarle violenza. Una vicenda cupa e tristissima, così come è del resto cupa e triste ogni vicenda intrisa del marchio infame della pedofilia. E stiamo parlando di un insospettabile professionista dal volto rassicurante e dai modi cortesi celato nei meandri nebulosi della Rete e del suo social network per eccellenza, Facebook.

I contatti, tra vittima e carnefice si innescano due anni e mezzo fa: dopo aver carpito la fiducia della quindicenne, presentandosi prima come donna, poi come un giovane uomo: dopo una lunga “frequentazione” telematica e telefonica, l'orco si mette in viaggio da Roma verso la Versilia, suona al campanello di casa della minore e fa la conoscenza della famiglia. Una sera, alla fine, ottiene di poter accompagnare la giovane a prendere un gelato: al momento del rientro l'orco mette però in atto il suo piano, dirige la macchina verso un luogo appartato e tenta la violenza. La ragazza però, urla e si oppone, impedendo il rapporto sessuale fino a farsi riaccompagnare a casa. Poi, una volta al sicuro, lontano da quello sguardo che difficilmente riuscirà a dimenticare, si mette a piangere e racconta tutto alla madre. L'indagine, svolta dal Comando di Polizia Municipale di Pietrasanta, scatta immediatamente, «coinvolge anche il Commissariato di Pubblica Sicurezza di Viareggio e viene coordinata dal pm della Procura di Lucca, dottor Antonio Mariotti, già in prima linea contro questi reati» si legge in una nota della Polizia municipale.

Per individuare il domicilio dell'orco sono però necessari diversi mesi. All'atto dell'arresto nella sua abitazione romana vengono rinvenuti 70 hard disk contenenti documenti di tipo pedo-pornografico e due computer collegati per scaricare materiale analogo. Nei giorni scorsi, presso il tribunale di Lucca si è svolto l'ultimo atto di una vicenda che ha sconvolto la vita di una ragazzina: la difesa dell'indagato, nell'occasione, ha chiesto e ottenuto il rito abbreviato: l'imputato era in aula, così come la vittima difesa dagli avvocati Maria Clorinda Martinengo e Tiziana Bettoni. L'uomo è stato condannato a tre anni e due mesi di reclusione e all'interdizione dai pubblici uffici e al risarcimento nei confronti delle parti offese, costituitesi parte civile. Non andrà in galera per motivi di età scontando il reato per cui è stato dichiarato colpevole agli arresti domiciliari.

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