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Viareggio porto in vendita: gravi irregolarità nella vicenda
VIAREGGIO. «Si ravvisano gravi irregolarità nell’ambito delle vicenda in questione». Così i revisori dei conti del Comune si esprimono sulla privatizzazione della Viareggio porto: prima la gara (2007)...
VIAREGGIO. «Si ravvisano gravi irregolarità nell’ambito delle vicenda in questione». Così i revisori dei conti del Comune si esprimono sulla privatizzazione della Viareggio porto: prima la gara (2007) per la vendita di parte delle azioni; poi la sentenza del Consiglio di Stato (2009) che indicava come occorresse ripetere la gara dall’apertura delle buste contenti le offerte; i quattro anni di inerzia totale; la rinegoziazione col debito verso il socio privato, prima ad opera del commissario prefettizio,poi dell’amministrazione Betti.
Ma i revisori non si fermano alle sole irregolarità amministrative. Perché sull’intera vicenda grava il sospetto di «possibili responsabilità penali» che il commissario straordinario, Domenico Mannino, avrebbe segnalato al procuratore regionale della Corte dei Conti. In realtà il passaggio non sarebbe esattamente questo (anche perché altrimenti la Corte dei Conti avrebbe già dato esito del lavoro svolto, dato che si tratta di dubbi da codice penale...). Mannino avrebbe chiesto alla Corte dei Conti una valutazione sulla transazione che intendeva proporre a Ferragamo.
Al centro delle contestazioni dei revisori dei conti all’intera operazione c’è il fatto che «il Comune, nonostante l’impugnazione della aggiudicazione della gara (da parte della cordata che faceva capo a Teseco, ndr) trasferiva le azioni e riscuoteva il prezzo integrale della vendita in data 27 febbraio 2008. Il ricavato non fu accantonato in apposito fondo vincolato, come tutti i principi di prudenza, ragionevolezza e di sana corretta gestione avrebbero imposto. Ragione per cui le somme di tale vendita vennero ad essere destinate per finanziare impegni di spesa».
Ma non è finita qui. Perché il Comune «non ha posto in essere (ed il tempo trascorso è veramente tanto) alcun atto tendente a dare corso agli effetti della sentenza».
In queste condizioni si è arrivati all’accordo per la restituzione del dovuto (oltre 11 milioni). Passaggio in merito al quale i revisori sottolineano come «l’atto di transazione doveva essere preceduto anche dal provvedimento di riconoscimento di debito da parte del consiglio comunale».
La conclusione alla quale giungono i revisori è da “game over”: «Nel merito dell’iscrizione delle entrate “vendita azioni Viareggio porto” risulta palese ed inopinabile che l’accertamento di 10 milioni presente in bilancio non ha alcun fondamento giuridico e pertanto va tassativamente stralciato dal conto del bilancio medesimo». Bilancio che gli stessi revisori descrivono come ben più grave dell’immaginabile».(d.f.)
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