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Granaiola: il Pd con i balneari

Granaiola: il Pd con i balneari

La senatrice ribadisce il sostegno del partito sul caso aste

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VIAREGGIO. Conclusa la due giorni di incontri con i partiti di Governo, Pd e Ncd, i balneari si dichiarano soddisfatti. Soddisfazione che è anche della senatrice democratica Manuela Granaiola, che rivendica il ruolo del suo partito «unito al fianco dei concessionari».

«Finalmente - afferma la Granaiola - con la riunione di lunedì in Senato, presieduta dal presidente Luigi Zanda, e con quella nella sede del Pd a Roma, presieduta dal responsabile dell’economia Filippo Taddei si è delineata con chiarezza la posizione del Partito democratico in relazione all’annosa questione delle concessioni demaniali marittime per uso turistico ricreativo. Di fronte alle argomentazioni poste dai responsabili di tutte le associazioni della categoria e alla presenza di numerosi senatori e deputati, sia il senatore Zanda che il professor Taddei hanno espresso la ferma volontà di trovare una soluzione normativa che valorizzi al massimo le nostre imprese balneari e ne riconosca il valore commerciale, anche al fine di sbloccare gli investimenti e creare nuovi posti di lavoro e nel contempo hanno ribadito la necessità di andare ad un riordino dei canoni demaniali, alcuni dei quali sono eccessivamente bassi e altri, come i cosiddetti canoni Omi insostenibili. E' stata ribadita la necessità di riattivare un tavolo tecnico estremamente operativo, nel quale esaminare con le associazioni di categoria e con tutte le forze politiche le proposte di soluzione in campo, senza peraltro cercare di mettere bandierine, nello sforzo comune di ridare certezza normativa a 30.000 aziende e a migliaia di lavoratori. Il tutto in un percorso parallelo in sede Europea, dove in occasione del semestre italiano, e in attuazione del principio di revisione triennale della direttiva, che deve essere fatto entro il 31 dicembre 2014, il nostro Governo deve finalmente far capire che il nostro sistema di balneazione attrezzata, data la sua specificità che non ha eguali in Europa, necessita di una diversa applicazione della direttiva stessa».

«Con entrambe le delegazioni dei partiti - si legge in una nota dei sindacati balneari - i rappresentanti dei balneari hanno condiviso la necessità, nella comune consapevolezza dell’importanza strategica del settore e dell’attuale condizione di difficoltà e precarietà, di una riforma organica del comparto che assicuri: continuità e certezza dell’attività delle imprese balneari oggi operanti; riconoscimento del valore commerciale dell’impresa; razionalizzazione e riequilibrio dei criteri per il calcolo del canone demaniale che preveda anche una soluzione definitiva per i concessionari pertinenziali. L’attuazione di questi obbiettivi consentirebbe il rilancio degli investimenti, oggi più che mai necessari nel settore turistico balneare, dell’occupazione diretta e, più in generale, di una crescita di opportunità lavorative che andrebbe a coinvolgere anche l'indotto. Gli strumenti per attuare questi obbiettivi non possono che essere quelli di un patto forte tra Governo, Forze Politiche, Istituzioni, Enti territoriali per trovare definitivamente un’ampia condivisione su soluzioni efficaci e giuridicamente forti con le quali proporsi, con autorevolezza e senza sudditanze, al confronto con la Comunità Europea».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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