Sicurezza
Due milioni per salvare le spiagge
È il costo delle opere, chieste dai balneari, con le quali scongiurare i divieti di balneazione
LIDO DI CAMAIORE. L'erba della aiuole da sistemare. La pavimentazione del viale a mare da sostituire in alcune parti perché danneggiata. I venditori ambulanti, ancora troppi, a dire dei commercianti. Tanti i problemi sui quali albergatori e balneari di Lido richiamano l'attenzione dell'amministrazione comunale. Ma uno in particolare: i problemi legati alla balneazione.
Un tema sul quale il Comune garantisce: "è la priorità numero uno".
La scorsa stagione turistica, a causa in particolare di una frequenza e un'abbondanza delle piogge fuori dalla norma, è stata funestata da diversi divieti di balneazione che, come sempre accade in questi frangenti, ha riguardato in particolare la zona a ridosso della Fossa dell'Abate, tra i Comuni di Camaiore e Viareggio.
Zona che in genere l'Arpat monitora con particolare attenzione, visti i ripetuti sforamenti dei livelli consentiti per legge.
La colpa, è stato detto più volte, è anche di un sistema di fognature, bianche e nere, che a Lido non sempre sono a norma.
Ma non solo. E comunque nell'immediato (perché pensare di rifare tutto il sistema fognario è assai complesso e oneroso) qualcosa verrà fatto da subito. Due, in particolare, gli interventi previsti entro maggio.
Lo assicura l'assessore al turismo Carlo Alberto Carrai. «Balneari e albergatori hanno parlato chiaro: per loro questa è la priorità assoluta. Quindi è importante partire con i lavori, indipendentemente da eventuali finanziamenti».
Il primo passo è quello di ricostruire gli espandenti in mare (il sistema cioè che, in caso di piena, spinge verso il largo l'acqua in eccesso).
«Quella esistente è lì da 30 anni - continua Carrai - e, nonostante le manutenzioni annuali, non è messa bene. Forse se invece di spendere 50-60 mila euro l'anno negli scorsi anni se ne spendevano 500 mila per rifarla ex novo sarebbe stato meglio. Stiamo attendendo un'ultima relazione fotografica subacquea, poi partiremo con l'intervento».
L'altro accorgimento da adottare subito (anche in questo caso entro maggio) è quello di installare alla foce della Fossa alcuni ionizzatori.
«Impianti - spiega Carrai - capaci di dividere la molecola dell'acqua uccidendo eventuali batteri. Un sistema già sperimentato a Venezia, ad esempio, e che non crea problemi né per i pesci né per le alghe. La ditta che ce li monterà, tedesca, è talmente sicura delle sua efficacia che è disposta, in caso non funzionassero, a non farsi pagare».
La spesa, per questi due interventi, si aggira ben oltre i 2 milioni di euro.
«I lavori devono partire, non possono ritardare. Gli interventi sono coordinati col Comune di Viareggio. I soldi ci sono? No, ma dobbiamo trovarli. Io comunque confido in una compartecipazione della Provincia e della Regione», conclude Carrai.
Questi due interventi eliminerebbero, da subito, il problema del divieto di balneazione. Ma non a lungo.
«Servirà poi allungare gli argini della foce, e rifare tutte le vecchie fognature di Lido. Ma ovviamente questi altri sono interventi a lungo-medio termine».
In una lettera inviata al sindaco balneari e albergatori di Lido, oltre alla balneazione, sottolineano tanti altri piccoli e grandi problemi che pregiudicano il turismo.
Dalla mancata "pulizia e manutezione della passeggiata" alla mancata «pulizia del lungomare dopo il mercato del lunedì», alla necessità di una migliore "programmazione e promozione degli eventi, secondo i migliori risultati anche in termini di costi/benefici".
Chiedono inoltre la «partecipazione di un rappresentante delle categorie agli incontri con il Comune e Arpat e ASL».
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