Il Tirreno

Versilia

Centro congressi sotto accusa Cima: le mie carte parlano chiaro

Centro congressi sotto accusa Cima: le mie carte parlano chiaro

VIAREGGIO. Viareggio porto e Centro congressi passate ai raggi “X” mentre alla Viareggio patrimonio (spesso denominata “Comune 2”) il verbale dei revisori dei conti dedica appena dieci righe scarne....

2 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Viareggio porto e Centro congressi passate ai raggi “X” mentre alla Viareggio patrimonio (spesso denominata “Comune 2”) il verbale dei revisori dei conti dedica appena dieci righe scarne. Dalle quali traspare chiaramente, però, che il “nodo” del bilancio ruota intorno alla società interamente pubblica: «Di fronte ad atti amministrativi che non assicurino i benefici sotto un profilo finanziario ed economico, tenuto conto delle operazioni compiute in passato i cui esiti gravano tuttora sul bilancio, il Collegio preavverte che sarà obbligato ad esprimere parere negativo, con la riserva di provvedere successivamente alle segnalazioni previste dalle norme».

Nel mirino dei revisori c’è la Viareggio Versilia congressi in merito alla quale il sindaco viene invitato a «dare impulso all’azione necessaria a dare concreto avvio alla fase liquidatoria della società». Dimenticando che con delibera 79 del 2011 il consiglio comunale votò l’uscita dallo stato di liquidazione e la ripatrimonializzazione della società attraverso il passaggio dell’immobile Centro congressi dalla Viareggio patrimonio alla Viareggio Versilia congressi. Una ripatrimonilizzazione che - si legge nel parere dell’avvocato Roberto Righi - «è comunque funzionale tanto all’eventualità della cessazione della società, quanto a quella della sua privatizzazione».

In mancanza di operatività delle scelte delle amministrazioni che si sono succedute (Giunta Lunardini, commissario prefettizio ed oggi sindaco Betti che alla questione non ha messo mano, nonostante le indicazioni già arrivate nel dicembre scorso dagli stessi revisori) anche la situazione del Centro congressi oggi è oggetto della ricognizione di tutte le società partecipate. «Tutti gli atti societari disponibili fino ad oggi - è la voce di Riccardo Cima, liquidatore della società - inclusa la delibera del consiglio comunale sono per la revoca della liquidazione, la patrimonializzazione della società, la salvaguardia piena dell’occupazione». Che significa una trentina di dipendenti.

«Fin dal mio insediamento - continua Cima - ho evidenziato al consiglio di amministrazione la situazione debitoria della società. Uno sbilancio che poteva essere coperto o tramite un apporto di capitale da parte del socio (il Comune) o tramite cessione a terzi dell’azienda. Questa operazione non è però attuabile perché la società non è titolare dell’azienda ma opera solo ed esclusivamente per il tramite di un contratto d’affitto d’azienda per lo stabilimento balneare e di un contratto di locazione per l’immobile adibito a centro congressi. Con l’ovvia deduzione che non si può monetizzare l’avviamento e quindi l’unica possibilità di chiusura “in bonis” della società è l’apporto di capitale da parte del socio». (d.f.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web