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assemblea in municipio

Via Ponchielli non sarà una strada di scorrimento

Via Ponchielli non sarà una strada di scorrimento

VIAREGGIO. «Dalla riunione con i cittadini è emerso chiaramente che va portato avanti il progetto attuale, quello che prevede la realizzazione della sola pista ciclabile e di un'area vasta...

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VIAREGGIO. «Dalla riunione con i cittadini è emerso chiaramente che va portato avanti il progetto attuale, quello che prevede la realizzazione della sola pista ciclabile e di un'area vasta pedonale ed a verde». Siamo in via Ponchielli, che non ha ancora un volto definitivo a cinque anni dal disastro ferroviario del 29 giugno 2009: a parlare così è Chiara Romanini, vice sindaco e assessore ai lavori pubblici. Che ieri pomeriggio ha incontrato in Municipio favorevoli e contrari ad un’ipotesi di vera e propria strada lungo la ferrovia, al posto della sola pista ciclabile. Un’opzione non prevista dal progetto originario, come conferma Riccardo Raffaelli, dirigente del Comune. E viene da chiedersi se per realizzare pista ciclabile e un po’ di verde pubblico era davvero necessario smantellare ben due binari in dotazione alla stazione ferroviaria.

«Semmai - così ha concluso l’incontro l’assessore - a quel progetto vanno apportati piccoli correttivi: alcuni sensi unici nelle vie limitrofe (via Bottego, ndr) per migliorare la circolazione; barriere antirumore lato ferrovia e, possibilmente, l'allungamento della pista ciclabile oltre il cavalcaferrovia, passandovi sotto». I lavori - ha annunciato l’assessore - «riprenderanno in settimana».

Tra i tanti interventi in assemblea, vale la pena di sottolineare quello dell’ingegnere Alessandro Massara, con studio in via Ponchielli: «I lavori sono stati appaltati, dopo tre anni di lungaggini, il 15 ottobre 2013 e da allora è stato realizzato un pezzo di cordolo lungo 20 metri. Tutti i chiusini sono alzati, le strisce sono parziali. Se la colpa è dei funzionari del Comune - ha concluso Massara - andrebbero presi a calci nel sedere, ma dubito che sia solo questo». Eppure questa zona, per il dramma che l’ha spazzata via insieme a 32 delle persone che vi abitavano, avrebbe richiesto un trattamento ben diverso...(d.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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