Il Tirreno

Versilia

Marchi all’attacco sul caso Ersu «Assunti un sacco di nullafacenti»

di Luca Basile
Marchi all’attacco sul caso Ersu «Assunti un sacco di nullafacenti»

L’ex presidente (ed ex vicesindaco) spara a zero: la società rifiuti è stata la pattumiera della Versilia Poi interviene sul caso Bresciani Gatti: sullo stipendio mi assumo ogni responsabilità

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PIETRASANTA. «Ersu, per anni, è stata la pattumiera del Comuni versiliesi. Con i partiti di destra e sinistra che, in non poche occasioni, hanno fatto assumere un numero significativo di nullafacenti».

Marco Marchi, ex presidente della società demandata alla raccolta rifiuti, ex vicesindaco durante la gestione Mallegni ed attuale consigliere comunale, irrompe nella querelle a margine del maxi-stipendio annuale - 220 mila euro lordi - assegnato al direttore generale Walter Bresciani Gatti. Ed è irruzione, verbale, che non passerà inosservata.

«Un importo in busta paga, quello di Bresciani Gatti - dice Marchi - di cui mi assumo la piena responsabilità: l’ingegnere in questione, che ho fortemente voluto e presentato al Cda, ha assolto in questi 5 anni a ben 5 competenze professionali diverse, fra queste l’incarico di progettista, vedi l’impianto di riciclaggio al Portone, prestazione per cui ha percepito zero euro. In poche parole parliamo di uno stipendio congruo, se rapportato all’epoca in cui è stato deciso». Non tutti, partiti inclusi, la pensano così. «Riscontro tanta ipocrisia: dov’erano sindaci e appunto i partiti nel 2009, quando venne deciso l’importo e l’incarico? La verità è che serviva un solo referente per garantire funzionalità al servizio richiesto: Bresciani Gatti si è rivelato un ottimo direttore, professionalmente capace. Il resto sono chiacchiere inutili». Da presidente Ersu ha varato il maxi-concorso e la conseguente graduatoria che ancora oggi fa da riferimento per le assunzioni: una scelta obbligata? «Assolutamente sì: prima che arrivasse il sottoscritto, e la cosa era risaputa, Ersu era a tutti gli effetti la pattumiera dei Comuni soci: serviva sistemare qualcuno? C’era Ersu. Bisognava trasferire un dipendente da un settore ad un altro? C’era sempre Ersu. Risultato: un numero significativo di nullafacenti che a fine anno costavano fino a 30mila euro ognuno alle casse della società. Quelli sì che erano soldi sottratti alla comunità, non quelli di Bresciani Gatti. Certo, se Ersu doveva e deve avere una funzione sociale, allora è un altro discorso. Ad ogni modo grazie al maxi-concorso, è stata fatta chiarezza e pulizia». Richieste di assunzioni che partivano - secondo Marchi - «dai Comuni e dai partiti, nessuno escluso. Ma sotto la mia presidenza la situazione cambiò. In meglio». Eppure sempre sotto la sua presidenza si accumularono, a carico di Ersu, debiti per svariati milioni. «Cancellai tutti quei crediti, inesigibili, che ancora si trovavano in bilancio: azione portata avanti anche dal sindaco Lombardi, se non sbaglio, per il bilancio comunale. A livello operativo, sotto la mia gestione, entrate ed uscite erano sostanzialmente in pareggio. Senza dimenticare che i Comuni soci non ci pagavano: arrivammo a vantare crediti per 14 milioni di euro. Ma vi ricordate o no quante ingiunzioni di pagamento inoltrai in quel periodo alle diverse amministrazioni? Qualcuno, qui, ha scarsa memoria: in tutta questa vicenda non c’è nessuno che possa fare la morale o dare lezioni agli altri. Amministratori attuali inclusi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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