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Versilia

IL CASO

Malvaldi e il giallo della scheda

Malvaldi e il giallo della scheda

Lo scrittore: «Io l’ho compilata e inviata per mail alla Fondazione»

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VIAREGGIO. Nasce un piccolo giallo intorno alle schede dei carri di prima categoria (e delle maschere isolate). I venti giurati scelti dalla Fondazione per valutare le costruzioni (quattro per ogni corso), al momento della conta sono infatti diventati diciannove. E, trattandosi di un giallo, al centro del mistero non poteva che essere Marco Malvaldi. Il popolare scrittore toscano - inventore dei delitti del Bar Lume per Sellerio editore – il pomeriggio di martedì grasso era regolarmente al corso (è stato uno degli ospiti della diretta Rai), ma la sua scheda non è stata conteggiata. Perché, stando alla motivazione ufficiale, la scheda di Malvaldi non è mai arrivata a Palazzo delle Muse.

Allora Malvaldi, da scrittore a protagonista del piccolo giallo al Carnevale. La sua scheda non si trova. Che è successo?

“Francamente non ne ho idea. Io martedì grasso sono venuto regolarmente al corso, ho visto i carri ed ho fatto il mio dovere di giurato. Poi, nei giorni successivi, ho ricevuto una mail in cui venivo invitato a consegnare la mia scheda. Che ho regolarmente compilato (la riproduciamo a destra, ndr) e mandato venerdì per posta elettronica”.

Alla Fondazione Carnevale, però, sembra che non sia mai arrivata...

“Non so se c'è stato un problema con il computer. Però, da quel momento, non ho più ricevuto comunicazioni da parte della Fondazione Carnevale. Quindi, per me, tutto era a posto. Mi dispiace: non vorrei che qualcuno abbia pensato che ho snobbato il mio compito. Visto lo straordinario lavoro che sta dietro ai carri non mi permetterei mai...”

La sua votazione si sarebbe discattata molto dalle altre schede.

«A me è piaciuto molto il carro su Internet di Fabrizio Galli. E ho trovato molto spettacolare anche l’angelo con il volto di Freddie Mercury che volava in cielo. Spero solo che il fatto che la mia scheda non sia stata conteggiata non abbia comportato delle variazioni in classifica. Questo mi dispiacerebbe davvero...»

Fra le maschere isolate, invece, quale ha piazzato al primo posto?

«Ho dato il mio voto alla maschera di Renzi vestito da don Matteo. È quella che mi è piaciuta di più».

Giallo della scheda a parte, che idea si è fatto del Carnevale di Viareggio?

“Avevo assistito alla sfilata dei carri da bambino. Poi, un po' più grande, ero stato qualche volta al carnevale rionale in Darsena. Quando mi hanno invitato, temevo di trovare una festa spenta, che sopravviveva solo sulla tradizione. E invece mi ha stupito la vitalità, la partecipazione, il calore, la passione. E poi i carri sono davvero macchine meravigliose. Io che, malgrado sia uno scrittore, ho una formazione tecnico-scientifica, li ho trovati stupefacenti. Davvero non mi aspettavo uno spettacolo così fresco, capace di coinvolgere migliaia e migliaia di persone che di martedì hanno sfidato il freddo e un tempo tutt’altro che invitante per far festa sui viali a mare. Spero di tornarci presto».

Cos’è che l’ha colpita di più?

«Il fatto che tutto sia così effimero. Il lavoro di mesi e mesi viene consumato in poche giornate di festa. E poi tutto viene distrutto. È una cosa che mi ha molto impressionato ed affascinato».

Porterebbe i suoi vecchietti terribili del Bar Lume a Viareggio per una indagine nel bel mezzo del Carnevale?

«Di solito non ambiento mai i delitti dei miei libri nei posti che mi piacciono. E dunque la mia prima risposta sarebbe no. Però in questo caso potremmo anche fare una eccezione....»

Cla.Ve.

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