Il Tirreno

Versilia

l’interrogazione

Ex circoscrizione, peso sul bilancio

Il capogruppo del Pd Martini ricostruisce la storia datata 2011

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VIAREGGIO. Acquistato dal Comune per 889mila euro finiti alla società immobiliare “Marco Polo Invest” il cui legale rappresentante all’epoca risultava essere l’allora consigliere comunale del Pdl, a Camaiore, Leonardo Marchetti. La società privata acquistò dalla Asl Versilia la porzione dell’edificio che ospita la circoscrizione Marco Polo per 892mila euro. La storia è tutta nella perizia firmata da Dino Pierotti, perito industriale edile, allegata all’intera pratica del Comune e datata 4 novembre 2011. Anno in cui l'amministrazione di centrodestra guidata da Luca Lunardini prevedeva, all'interno del Piano triennale delle opere pubbliche, l'acquisto di una porzione di immobile facente parte di un più ampio fabbricato già sede della circoscrizione». A ricordare la vicenda è il capogruppo del Partito democratico in consiglio comunale, Matteo Martini. Il quale chiede al sindaco Betti - con un’interrogazione - di capire a che punto sia arrivata una vicenda «onerosa» per la casse comunali. «Con determina dirigenziale n. 1740/2011 fu approvato lo schema di contratto preliminare di vendita, imputando al bilancio comunale una spesa di 889mila euro a titolo di prezzo, oltre 31mila a titolo di spese notarili e imposta di registro. Il preliminare fu stipulato il successivo 27 dicembre 2011 e il Comune versò, a titolo di caparra confirmatoria, la somma di 450mila euro». Ovvero, sottolinea Martini che di professione è avvocato, «oltre il 50% del prezzo di vendita. E giova segnalare - prosegue Martini - che, nella prassi dei contratti delle pubbliche amministrazioni, non si prevede pressoché mai il versamento di una caparra da parte dell'Ente pubblico. Nella prassi delle compravendite tra privati, inoltre, è di comune conoscenza che la caparra rappresenta una parte di molto inferiore al 50% del prezzo di vendita, in genere circa un terzo dello stesso». Al stipulare il contratto ed il definitivo passaggio di mano dell’immobile, però, non si è mai arrivati. Nel tira e molla tra Comune e “Marco Polo Inverst” - continua l’interrogazione - «emergeva in maniera chiara l'ulteriore e penosa problematica dell'applicazione dell'Iva al prezzo di vendita e della conseguente spettanza di tale ulteriore importo al Comune . La società pretendeva e pretende il versamento da parte dell'Ente e quest'ultimo lo negava». Insediata da pochi mesi, l’amministrazione Betti «con deliberazione in data 30 settembre 2013 stabiliva che il fabbricato fosse destinato a un uso "per fini pubblici da parte di soggetti terzi", intendendo con ciò risolvere la questione dell'Iva in maniera favorevole al Comune mediante l'applicazione dell'istituto del riverse charge. Che presuppone l'assenso anche del venditore, assenso che ad oggi non risulta esserci stato».

Per non farsi mancare niente, il venditore si era impegnato ad estinguere il mutuo ipotecario che grava sull’immobile, pari a 548.784,52. «A meno di non voler valutare di devolvere l'intera vicenda all'autorità giudiziale penale e/o contabile», conclude Martini, «chiedo al sindaco e alla Giunta di volersi esprimere al riguardo, chiarendo le azioni che intendono intraprendere».

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