Proteste
Concorso per dirigenti, è caos
Ancora nessuna indicazione da Roma. Ma i prof non vogliono ripetere le prove
VIAREGGIO. Concorso da rifare? Non se ne parla. Questa la posizione dei dirigenti scolastici versiliesi, sette in tutto, che loro malgrado si sono visti calare sul capo, dal Consiglio di Stato, una sentenza che cancella, in parte, la validità del concorso con il quale hanno ottenuto il proprio ruolo di dirigente. Un caso di giustizia amministrativa che mette a repentaglio la funzionalità degli stessi istituti oltre che, naturalmente, la stabilità professionale di docenti che hanno superato con merito un concorso e per i quali ora, per una formalità (legata alla sostituzione del presidente della commissione di concorso), si profila l’eventualità di dover ricominciare da capo. Già: l’eventualità. Perché per ora di certezze, a seguito della sentenza esecutiva, non ce ne sono. Nè per i dirigenti nè per le scuole «di nuovo sottoposte all’attesa e all’incertezza - si legge in un documento sottoscritto dai dirigenti versiliesi - di nuovo sottratte alla possibilità di avere una continuità progettuale, unica vera garanzia di crescita e successo, in questo momento così difficile per la scuola italiana. C’è da chiedersi se valga la pena pregiudicare un percorso già iniziato con successo per un errore procedurale, eminentemente formale. C’è da chiedersi se per questo valga la pena sottrarre al sistema scolastico toscano le energie fresche appena introdotte, per mettere al primo posto la burocrazia. C’è da chiedersi se sia giusto non tenere conto dei diritti maturati da coloro che hanno superato la selezione». Ma quale soluzione è possibile a fronte di una sentenza comunque esecutiva? «È necessario un atto normativo che stabilizzi nel ruolo occupato i 112 dirigenti scolastici già assunti in servizio da quasi due anni - scrivono ancora i dirigenti - che tuteli le legittime aspettative degli idonei, attualmente in attesa di assunzione da graduatoria di merito, divenuta permanente per effetto della legge 128/2013;ýche garantisca la prosecuzione delle prove del concorso per tutti gli altri docenti coinvolti, come prevede la sentenza del Consiglio di Stato. Ma attenzione: non si tratta di una sanatoria, si tratta di un provvedimento da porre a salvaguardia del sistema scolastico e a tutela dei soggetti selezionati, si tratta di calibrare gli effetti della sentenza del Consiglio di Stato in modo da rispettare i diritti delle diverse istanze coinvolte: le scuole e i 135».
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