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Versilia

Ballo “abusivo”, si torna in tribunale

Ballo “abusivo”, si torna in tribunale

La procura di Lucca ha fatto appello contro la sentenza di assoluzione del Maki Maki

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VIAREGGIO. Il Maki Maki dovrà tornare in tribunale per difendersi dall’accusa di aver organizzato una serata danzante senza autorizzazioni. La procura di Lucca - il pm che si occupa della vicenda è Antonio Mariotti - ha infatti deciso di ricorrere in appello contro la sentenza di assoluzione per i titolari del locale della Darsena emanata nell’ottobre 2013 dal giudice Nidia Genovese. I titolari del Maki Maki - Emiliano Cerri e Edoardo Berti (entrambi assistiti dall’avvocato Gabriele Parrini) - devono rispondere, in base all’articolo 681 del codice penale (vero incubo per i locali della Versilia), dell’accusa di “apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo o intrattenimento”. Il giudice monocratico Nidia Genovese, nella sua sentenza, aveva deciso per l’assoluzione per insufficienza delle prove.

Il controllo che ha fatto partire tutta la vicenda è avvenuto nell’estate del 2013. In quella serata la polizia municipale di Viareggio ha effettuato un sopralluogo nel locale della Darsena. Nel loro verbale gli agenti hanno parlato di un intrattenimento danzante: attività per la quale serve un’apposita licenza e determinati requisiti sulla sicurezza. Solo il Tantra Bar in Darsena ha la licenza da “discoteca”.

Così il Maki Maki non solo si è ritrovato chiuso in piena estate, ma ha anche dovuto affrontare un processo penale: un destino che lo accomuna con molti altri locali e stabilimenti balneari della Versilia.Poi era arrivata l’assoluzione. L’avvocato Parrini aveva sostenuto che all'interno dei locali dove si somministrano cibi e bevande può comunque essere svolta attività di intrattenimento, sempre che ciò non costituisca l'attività prevalente del ristorante o del bar. Soprattutto perché al Maki Maki non veniva fatto pagare un ingresso né vi era maggiorazione sui prezzi nelle serate contrassegnate anche dall'intrattenimento musicale.

Ma la procura ha deciso di impugnare la sentenza di assoluzione basandosi, probabilmente, su un indirizzo della Corte di Cassazione che indicherebbe di applicare la norma sul “ballo abusivo” anche se l’attività è esercitata occasionalmente o anche un’unica volta. La battaglia si annuncia dura e molti protagonisti della movida versiliese seguiranno la vicenda con apprensione.

Gabriele Dini

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