Lutto
Allarme per le chiusure delle attività commerciali
VIAREGGIO. «Gli effetti devastanti del 2013 condizionano la partenza del 2014, la ripresa della domanda è indispensabile per arrestare la desertificazione delle nostre città. Ci aspettiamo dal...
VIAREGGIO. «Gli effetti devastanti del 2013 condizionano la partenza del 2014, la ripresa della domanda è indispensabile per arrestare la desertificazione delle nostre città. Ci aspettiamo dal governo misure concrete per far ripartire i consumi e bloccare l'aumento delle tariffe» sostiene Massimo Vivoli presidente regionale di Confesercenti Toscana».
Secondo le rilevazioni dell'Osservatorio Nazionale di Confesercenti, tra gennaio e febbraio di quest'anno questi settori hanno registrato complessivamente oltre 29.000 cessazioni per un saldo negativo finale di 17.723 unità. In Toscana hanno chiuso 986 imprese mentre le nuove aperture si limitano a 214. La Versilia e in generale la provincia di Lucca presentano dati tutt’altro che positivi e sono una delle zone maggiormente colpite dalla crisi. Il numero di nuove aperture in provincia è infatti pari a a 17 attività commerciali a fronte di 79 chiusure con un saldo negativo di meno 62. meglio di Versilia e Lucchesia ha fatto sia la provincia di Massa Carrara che quella di Grosseto (per limitarci alle zone costiere). A chiudere, secondo le analisi dell'Osservatorio, sono state soprattutto donne e imprenditori over 50; ad aprire con maggior frequenza, invece, giovani e stranieri.
Nei primi due mesi del 2014 il saldo tra aperture e chiusure di imprese è negativo in tutti i comparti merceologici e le tipologie d'impresa prese in esame dall'Osservatorio Confesercenti. Perfino il commercio su area pubblica, il cosiddetto 'ambulante', che fino ad oggi aveva mostrato un andamento anticiclico, segna questa volta un saldo negativo così come registra per la prima volta gravi perdite il comparto dell'e-commerce. A raggiungere il peggior risultato, fra i comparti esaminati, è però il commercio al dettaglio in sede fissa dedicato al no food. Nei settori tradizionalmente legati al turismo, invece, è la ristorazione a soffrire più di tutti.
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