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Versilia

Pasquinucci: «In caso di tagli sono pronto a dimettermi»

di Claudio Vecoli
Pasquinucci: «In caso di tagli sono pronto a dimettermi»

Anche nel 2015 confermata la formula dei cinque corsi con finale in Quaresima «E il Carnevale estivo dovrà essere qualcosa di più di una sfilata di carri»

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VIAREGGIO. E' stanco ma felice. Al suo primo Carnevale da presidente, Stefano Pasquinucci si regala una edizione da record. Primo fra tutti, quello degli incassi complessivi che – dopo gli ultimi conteggi – raggiunge quota 2 milioni e 261mila euro, record assoluto di tutti i tempi. Mai, prima di quest'anno, al botteghino erano entrati così tanti soldi da biglietti e cumulativi. E proprio il dato dei cumulativi – in sensibile crescita rispetto allo scorso anno, ma col segno più anche confrontando il dato con due edizioni fa – dimostra che il successo non è solo e soltanto frutto del sole.

Presidente, partiamo dall'attualità. I verdetti, soprattutto quelli dei carri di prima categoria, hanno suscitato più di una polemica. Che idea si è fatto?

«E' chiaro che i verdetti scontentano sempre qualcuno. Non voglio entrare nel merito delle polemiche che ho letto, però mi sento di poter dire che il Ragno di Avanzini era un carro che aveva tutte le caratteristiche per poter vincere. Così come i tre carri che alla fine sono saliti sul podio erano i carri che in tanti hanno pronosticato sui giornali come possibili vincitori. Se un imbarazzo c'è stato per i giurati, era nel segno della qualità. E questo è certamente un buon segno. Rivendico invece la scelta di aver dato vita ad ogni corso ad una giuria sempre diversa: questo ha infatti ampliato il numero dei giurati, cosa che ritengo comunque positiva, e inoltre ha fatto in modo che i carristi fossero stimolati a dare il massimo in ognuna delle cinque sfilate. Quanto ai verdetti delle altre categorie, invece, direi che non ci sono state grandi polemiche».

Sui vincitori delle categorie minori, semmai, va aperto un altro discorso. Che riguarda la mancanza di prospettive di crescita per i giovani talenti che si stanno mettendo in mostra. E' un peccato che costruttori come Allegrucci, Bertozzi o Pucci - giusto per citare i vincitori di quest'anno, ma anche della scorsa edizione - non possano ambire ad un salto di categoria perché il sistema è bloccato...

«Quando ci siamo insediati, a settembre, dovevamo approvare in fretta il nuovo bando di concorso perché i tempi erano ristretti. Per questo non abbiamo reintrodotto il meccanismo dell'avanzamento e della retrocessione. Dal prossimo anno, però, faremo in modo che i più meritevoli abbiano l'opportunità di poter crescere. E lo faremo nell'interesse dei giovani più capaci, ma anche dell'intera categoria. Se all'interno di una compagnia di attori c'è un giovane di talento non lo si lascia a vita a fare la parte del marginale di maggiordomo ma gli si danno parti sempre più importanti ed impegnative in modo da farlo crescere. La stessa cosa deve valere nel mondo della cartapesta».

Già, la cartapesta. In queste settimane si è discusso molto dell'utilizzo di materiali alternativi come il polistirolo e la vetroresina. Come Fondazione che posizione avete?

«Voglio leggere con grande attenzione la relazione che hanno fatto i componenti della commissione progetti, che voglio ringraziare pubblicamente per il grande lavoro che hanno fatto. Se saranno evidenziate delle difformità rispetto al regolamento, allora ci muoveremo di conseguenza applicando quelle multe che sono previste nel bando di concorso».

Sull'argomento però non c'è affatto chiarezza. A cominciare dalla definizione stessa di cartapesta, che ognuno vuol in qualche modo adattare alle proprie esigenze.

«Per prima cosa voglio chiarire che la cartapesta deve restare un elemento caratterizzante del Carnevale di Viareggio. Perché è la filosofia stessa che sta dietro a questa tecnica che deve essere mantenuta e preservata: il fatto che si recuperi la carta, che si utilizzino materiali poveri come la colla fatta con la farina e l'acqua fanno si che quest'arte sia davvero alla portata di tutti. E non a caso nelle scuole viareggine viene insegnata anche ai bambini più piccoli. Questo però non vuol dire chiudersi in maniera ideologica all'utilizzo di materiali alternativi: ma tutto ciò deve essere finalizzato alla spettacolarizzazione di ciò che si porta sui viali a mare».

Qualche costruttore ha denunciato che perfino le maschere isolate vengono realizzate in polistirolo...

«Questo non deve assolutamente accadere. Le maschere isolate devono tornare ad essere la palestra della cartapesta. Chi entra in contatto con il mondo del carnevale deve innanzitutto imparare la tecnica della carta a calco. Successivamente, quando sarà padrone di quest'arte, utilizzerà altre tecniche ed altri materiali. Ma sulle maschere isolate dico di più: devono tornare ad essere delle vere e proprie maschere isolate, senza che si trasformino in piccoli complessi mascherati come talvolta vediamo».

Cambiamo argomento e guardiamo al futuro. La prossima tappa, calendario alla mano, è il Carnevale estivo. Ma si farà anche quest'anno?

«Io sono per farlo. Dovremo affrontare la questione in consiglio, ma personalmente credo che il Carnevale di Viareggio abbia bisogno di una vetrina estiva. Non so se la formula fin qui adottata, con una sfilata in notturna sui viali a mare di alcuni carri, sia la migliore. Ma di certo è un bene far scoprire ai tanti turisti che in estate affollano i viali a mare cos'è il Carnevale. Penso ad esempio ad una grande festa mascherata come quella che anni fa hanno organizzato i carristi alla Cittadella. E penso che il biglietto da visita debbano continuare ad essere i nostri carri. Nel pensare ad un Carnevale estivo dobbiamo partire da tutto questo...»

Sui corsi del prossimo anno, invece, è stato sciolto il nodo del numero dei corsi? E ancora: il Carnevale 2015 si chiuderà con il martedì grasso o con la prima domenica di Quaresima?

«I corsi resteranno cinque. E il prossimo anno saranno tutti concentrati in febbraio: si partirà domenica 1 febbraio e chiuderemo domenica 22 febbraio, prima domenica di Quaresima. Anche alla luce dell'incasso straordinario di domenica scorsa sarebbe una follia rinunciare al quarto corso domenicale. Però vogliamo che l'ultima sfilata, pur restando quella dei fuochi e dei verdetti, diventi una sorta di grande festa internazionale del Carnevale, con Viareggio che ospita tutte le altre città in qualche modo gemellate con noi: da Nizza a Macao, da Rosario fino al Nicaragua».

Altre nubi, però, si addensano sul futuro del Carnevale. Dopo gli incassi boom di quest'anno si parla già di possibili tagli ai contributi comunali. Cosa pensa in proposito?

«L'ho già in parte detto, lo ripeto con maggior chiarezza. Sul Carnevale bisogna investire ancor di più perché è un volano dell'economia cittadina. Pensare a dei tagli proprio in un anno di rilancio della manifestazione vuol dire non aver compreso questo. E se così fosse la riterrei innanzitutto una mia sconfitta personale. Se poi dovesse davvero accadere, allora un minuto dopo sarei pronto a presentare le mie dimissioni».

@ClaVecoli

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