Il Tirreno

Versilia

Il ragno di Avanzini primo per 9 punti

di Claudio Vecoli
Il ragno di Avanzini primo per 9 punti

Giurato per giurato ecco le schede dei carri grandi: alle spalle del vincitore solo tre lunghezze fra i Lebigre e i Cinquini

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VIAREGGIO. Ha fatto un carro sulle insidie del web. E lui per primo, in questi giorni, ha evitato di farsi invischiare nella appiccicosa ragnatela di Internet. Ma ad Alessandro Avanzini le vibranti polemiche sui verdetti sono comunque arrivate. E nel bel mezzo della bufera c'è proprio il primo posto del suo cyberagno. “Non ho un mio profilo su Facebook – spiega – e almeno in queste ore evito di navigare sul web. Però leggo i giornali e ho visto che non tutti sono d'accordo sulla mia vittoria. Ma non pretendo certo di piacere a tutti”.

In molti ti hanno paragonato alla Juventus. Non tanto perché vinci, quanto per una presunta sudditanza psicologica da parte della giuria nei tuoi confronti. Partiamo da qui: per che squadra tifi?

«Non amo particolarmente il calcio, tuttavia – ebbene sì – tifo Juventus. E' una eredità familiare, visto che anche mio padre Silvano, malgrado fosse comunista convinto, aveva un debole per la squadra degli Agnelli. Il paragone quindi mi disturba fino ad un certo punto. Anche se certi sottintesi riferiti a mie manovre di chissà quale potere le trovo davvero fuori luogo».

Sui giornali avrai letto le schede dei giurati. Che idea ti sei fatta?

«Mi pare che il voto di chi ha fatto parte della giuria sia abbastanza chiaro. Fin dai primi corsi è stata una lotta a tre che si è conclusa al fotofinish. Ce la siamo giocata fino in fondo io, Gilbert e Corinne e i fratelli Cinquini. Ma guardando le graduatorie parziali di ciascun giurato non ci sono state votazioni anomale che hanno sbilanciato il voto finale da una parte o dall'altra. Chi invece, fra quelli che sono fuori dal podio, ha da reclamare, forse dovrebbe guardare con maggiore attenzione i numeri e porsi delle domande. Altrimenti mi sembra di sentire solo il classico disco incantato...»

Su Facebook hanno scritto che se tu ti mettessi a fare i bomboloni, qualcuno arriverebbe a dire che li fai più buoni della Fauzia...

«Potrebbe essere un'idea. Quest'estate costruisco un chiosco di cartapesta e mi improvviso bombolonaio in piazza Mazzini. Mi è piaciuto anche chi ha paragonato il mio ragno allo spremiagrumi della Alessi. Magari l'avessi progettato io... Però quello spremiagrumi ha molto di carnevalesco e invece il mio carro è criticato proprio perché di carnevalesco avrebbe troppo poco. Delle due, una...»

Non tutti i commenti, però, sono stati all'insegna dell'ironia...

«Qualcuno è stato pesante. Molto pesante. Come chi ha detto e scritto che i tre carristi finiti sul podio hanno tutti fatto campagna elettorale per il sindaco. Credo che la cattiveria non debba far parte del Carnevale. Così come non dovrebbe far parte di una corretta vita pubblica. E questo clima lo avvertito anche durante il Carnevale, ben prima del giorno dei verdetti. Dalle maschere di altri carri, fin dalle prime sfilate, sono ripetutamente volate parole grosse nei nostri confronti. E di certo quelle non erano dettate da una delusione per un verdetto non condiviso. Credo che certi fenomeni, spesso dovuti anche all'abuso di alcol, vadano troncati sul nascere. Questa è una deriva che non mi piace per nulla. Benissimo gli sfottò, ma guai a fomentare l'odio».

Dopo la vittoria ti aspettavi questo vespaio di polemiche?

«Le polemiche, dopo i verdetti, ci sono sempre state. E' chiaro che in altre occasioni ci sono state vittorie più nette e quindi le reazioni sono state meno appassionate. Però vorrei puntualizzare una cosa: qualcuno parla di opinione pubblica che contesta i verdetti. In realtà non si tratta di opinione pubblica, ma di tifoserie. E' chiaro che se chiedi un commento su un rigore concesso alla Juve nella curva del tifo bianconero tutti diranno che il rigore era legittimo. Viceversa se lo stesso commento lo chiedi alla tifoseria dell'Inter o della Roma, la risposta sarà diametralmente opposta. L'opinione pubblica, però, è un'altra cosa...»

Dopo domenica sera hai rivisto qualche tuo collega? E, soprattutto, hai parlato con i Lebigre e i fratelli Cinquini?

«Con Gilbert non ci siamo visti, ma sono sicuro che fra noi non c'è alcun tipo di problema. Ho grande stima di lui e certe reazioni a caldo quando mi dicono che stavano già per stappare lo spumante posso anche comprenderle. Con Umberto ci siamo visti proprio stamani (ieri, ndr) e abbiamo preso un caffè insieme alla Cittadella. Ci siamo presi un po' in giro e io ho ammesso che con tutte queste vittorie mi sto prendendo sulle scatole da solo. Poi lui è pure tifoso della Fiorentina...»

Sabato al teatro di Torre del Lago è in programma la festa di premiazione. Preparerete qualcosa di speciale?

«Se me la presteranno, mi presenterò con un cappello da fragolina in testa. Almeno non si potrà dire che non sono carnevalesco...»

@ClaVecoli

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