Sicurezza
Verdetti avvelenati «Avanzini come la Juve»
Malfatti parla di sudditanza psicologica dei giurati. Delusione e amarezza per Lebigre-Roger, arrivati secondi: «La nostra è vera arte d’avanguardia»
VIAREGGIO. A pochi metri dall’uscita nord del corso, ormai sulla via della Cittadella, la bambolina Voodoo è ferma e buia lontana dall’eco dei fuochi e dei festeggiamenti. Le maschere hanno lasciato il carro poco dopo la lettura dei verdetti. Il costruttore, invece, Carlo Lombardi «se ne è andato oggi (ieri, ndr) verso le cinque». Lombardi, decimo nonostante le aspettative di molti, è uno dei grandi sconfitti di questo Carnevale.
Ma non è l'unico. Il verdetto delle giurie brucia anche in casa Lebigre-Roger, costretti ad accontentarsi del secondo posto. «Certi intellettuali di provincia - afferma Lebigre - pensano di seguire l’avanguardia. È come la storia del vestito dell’imperatore: i sudditi devono dire di averlo visto anche se questo non esiste. Noi facciamo avanguardia e fuori da Viareggio lo capiscono e lo apprezzano, qua in molti cercano l’avanguardia negli stereotipi. Proprio per questo siamo delusi ma allo stesso tempo contenti: noi facciamo arte d’avanguardia e questa non sempre incontra il consenso popolare».
Deluso, ma non solo per la posizione in classifica, anche a Franco Malfatti, nono con il suo “L’Acchiappasogni”. «Avanzini è come la Juve, basta con la sudditanza psicologica al carnevale creata da settimane di sondaggi e podi che alla fine creano un clima non sereno - dice Malfatti - Questi verdetti dimostrano che sulle giurie bisogna ancora lavorare. Sono stato penalizzato perché non ho la coreografia davanti al carro? Non lo so. Ben vengano le coreografie, certo è che servono delle regole, sono importanti o meno per il verdetto? Infondo parliamo pur sempre di un concorso».
E a proposto di regole qualcosa da dire ce l'ha Simone Politi, settimo con Priscilla Borri per il loro “Il ladro di sogni” che qualche giorno fa aveva denunciato lo scarso utilizzo della cartapesta. «Quanta cartapesta c'è su questo podio? Non lo so. Ma visti i verdetti è evidente che l'argomento non interessa la giuria che anzi sembra aver dettato la direzione verso la quale sta andando la manifestazione. Io sono convinto che senza cartapesta il Carnevale muore».
In casa Cinquini c’è soddisfazione per il terzo posto di “Revolution” ma anche qualche spunto di riflessione: «Lo scorso anno il quinto posto fu una delusione atroce. Non mi dispiace di essere finito dietro Gilbert Lebigre. Sia chiaro, però, che non c’è nulla di personale verso Alessandro Avanzini che è un grandissimo artista: lo scorso anno il suo carro mi aveva emozionato, stavolta meno». «Nel mio intimo pensavo e speravo di salire sul podio - commenta Fabrizio Galli, quarto - ma porto a casa il premio per la miglior scenografia».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
