Il dolore
Mascherate, vincono originalità e inventiva
Con il secondo successo consecutivo di Luca Bertozzi si inaugura una stagione nuova per la categoria
VIAREGGIO. «Questa categoria, all’inizio, mi faceva quasi paura». Sembra uno scherzo di Carnevale che a pronunciare queste parole sia Luca Bertozzi, vincitore delle mascherate di gruppo per il secondo anno consecutivo con “Se ci credi…auguri”. E invece è tutto vero: «Questa è una categoria complessa, c’è il coinvolgimento diretto del pubblico con i mascheroni ma c’è anche il rischio che la tua opera passi inosservata tra la folla. Avevo un po’ di timore nell’affrontarla». «Ha alzato un po’ il gomito…» osserva scherzosamente Jacopo, uno dei suoi amici storici. Ma il campione in carica non potrebbe essere più lucido. Anche se la gioia è grande quanto un carro di prima categoria. A proposito: tanti carnevalari attendono con trepidazione di vederlo costruire un carro, magari in un futuro non troppo remoto. «Non c’è fretta, è giusto continuare a fare prima un po’ di gavetta: l’importante è provare ad andare sempre avanti. E poi se salissi di categoria un mio collega perderebbe il posto di lavoro, l’ultima cosa che vorrei fare è passare da prepotente».
I verdetti di quest’anno sembrano suggerire l’idea che le mascherate di gruppo tradizionali debbano essere consegnate agli archivi e che i costruttori dovrebbero ingegnarsi con nuove soluzioni artistiche: «Ho visto che non sono stato l’unico a introdurre i movimenti, o a utilizzare il carrello e le casse con la musica: questo è un bene per il Carnevale. Non bisogna mai risparmiarsi. Anzi, qualcuno mi ha persino detto che mi sono giocato le idee più belle proprio quando sono stati congelati avanzamenti e retrocessioni. Ma non la penso così: credo ci sia bisogno di perfezionarsi sempre».
La visibilità avuta dalla sua mascherata su quotidiani, siti e televisioni è stata un’altra bella iniezione di fiducia: «Sono davvero contento di aver contribuito alla promozione del Carnevale. Ma uno, due o tre persone da sole non ce la possono fare: la vera vittoria è quando si riesce a fare pubblicità tutti insieme». Un pensiero, e non poteva essere altrimenti, alla famiglia, alla fidanzata, agli amici e ai suoi collaboratori: «I miei portatori sono i migliori che si potessero trovare. Non posso far altro che ringraziarli, così come voglio rivolgere un pensiero a chi già dalla prima domenica era convinto che potessi farcela».
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