Toscana
Neri sugli usi civici: «Un danno non aver trovato un accordo»
SERAVEZZA. «La sentenza è abbastanza chiara: riconosce la legittimità dei terreni presi in considerazione all’Henraux Spa sulla base delle leggi in vigore all’epoca». È lapidario il commento del...
SERAVEZZA. «La sentenza è abbastanza chiara: riconosce la legittimità dei terreni presi in considerazione all’Henraux Spa sulla base delle leggi in vigore all’epoca». È lapidario il commento del Sindaco Ettore Neri, sulla sentenza che riguarda gli Usi civici, nonostante la posizione del Comune sostenesse il contrario. In sostanza riconosce la sconfitta, e le motivazioni addotte dal giudice, che tuttavia l’amministrazione aveva già previsto con largo anticipo, proponendo di scendere ad accordi. «Sono amareggiato – continua Ettore Neri - perché nella primavera del 2010 potevamo avere preso un accordo transitivo nel quale avevamo proposto di lasciare ad Henraux le zone estrattive, alla comunità della montagna di Seravezza gran parte dei boschi, e il Comune avrebbe rivisto il contratto di enfiteusi con Henraux». Insomma, secondo il Ssndaco ci avrebbero guadagnato tutti. «Oltre alle spese (legali, e per le perizie) che abbiamo continuato a sostenere tutti, l’azienda non avrebbe avuto preoccupazioni – prosegue Neri – quello che prima era il Comitato usi civici si sarebbe aggiudicato molti terreni, e il Comune un’entrata economica che poteva benissimo reinvestire sui paesi della montagna. La proposta fu approvata dal consiglio comunale all’unanimità, ma nessuna delle due parti rispose alla nostra proposta: si perse un’occasione importate».
Secondo Neri la situazione si complica per tutti. Henraux infatti rischia di perdere alcuni terreni (circa 360 ettari sui quali il giudice si deve ancora pronunciare). E se ci saranno beni che non saranno riconosciuti ad Henraux la battaglia legale rischia di spostarsi tra il comune e l’Asbuc di Seravezza. «Accettando di andare a sentenza – prosegue Neri - adesso il Comune non può scartare l’idea che potrebbe essere titolare di quei beni e quindi andare fino in fondo, altrimenti si provocherebbe un danno erariale per tutti i cittadini e per il bilancio comunale».
Tiziano Baldi Galleni
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