Il Tirreno

Versilia

Il ballo dopo il rione costa la denuncia ai locali in Darsena

di Matteo Tuccini
Il ballo dopo il rione costa la denuncia ai locali in Darsena

Corsaro Rosso, Maki Maki e Macondo finiscono nel mirino per spettacolo non autorizzato nelle serate di Carnevale

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VIAREGGIO. Tre locali della Darsena sono finiti nel mirino della polizia municipale per le serate del “dopo rione”. I titolari di Corsaro Rosso, Maki Maki e Macondo sono stati denunciati per violazione dell’articolo 681 del codice penale: in pratica hanno fornito musica e ballo senza autorizzazione agli avventori che si sono spostati sul Vialone dopo aver partecipato ai rioni di Carnevale.

I locali sono stati informati del procedimento penale a loro carico da una comunicazione dell’Annonaria. Procedimento che alla fine porterà a una multa e a una probabile chiusura per un periodo limitato. Chiusura che è già stata imposta al Macondo, ma per un episodio legato a una rissa. Su quanto accaduto, sia i vigili urbani che i titolari dei locali non hanno voluto rilasciare dichiarazioni.

Si tratta dell’ennesima puntata della battaglia della movida, che ormai da anni vede da un lato il Comune e il Parco, e dall’altro gli imprenditori dei locali delle Marine di Levante e di Torre del Lago. Una puntata che questa volta sembra incentrata sul tipo di serata offerta al pubblico.

Secondo quanto risulta al Tirreno, i vigili urbani avrebbero contestato ai tre locali di aver organizzato delle serate come vere e proprie discoteche, pur non avendo autorizzazioni né licenze specifiche. Si tratta, insomma, dell’ormai celebre “ballo non autorizzato” che a Viareggio fa discutere da tempo immemore. Chi non ha la licenza da discoteca o un’autorizzazione adeguata - secondo quanto ripetuto più volte dai vigili - non può organizzare concerti e spettacoli, con dj e buttafuori, che portano il locale a diventare una discoteca autentica.

A dire la verità, su questo punto c’è già stato un processo che ha visto protagonista lo stesso Maki Maki, i cui titolari erano finiti di fronte al giudice per ballo abusivo dopo che erano stati messi i sigilli alla loro attività. Ma nell’ottobre scorso il tribunale di Lucca ha assolto gli imprenditori.

Pare, però, che rispetto al passato ci sia una distinzione relativa alla durata dell’intrattenimento offerto. I locali avrebbero pubblicizzato, su Internet e con manifesti, in maniera fin troppo evidente il “dopo rione”. Che avrebbe assunto la caratteristica non di festa temporanea - considerata tollerabile - ma di vero e proprio appuntamento fisso. Secondo la municipale, insomma, il confine - che però si fatica sempre a comprendere - sarebbe stato scavalcato. Fino a comportare rischi per la salute dei clienti, accorsi in massa nei locali.

@matteotuccini

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