Gioco
Il ballo dopo il rione costa la denuncia ai locali in Darsena
Corsaro Rosso, Maki Maki e Macondo finiscono nel mirino per spettacolo non autorizzato nelle serate di Carnevale
VIAREGGIO. Tre locali della Darsena sono finiti nel mirino della polizia municipale per le serate del “dopo rione”. I titolari di Corsaro Rosso, Maki Maki e Macondo sono stati denunciati per violazione dell’articolo 681 del codice penale: in pratica hanno fornito musica e ballo senza autorizzazione agli avventori che si sono spostati sul Vialone dopo aver partecipato ai rioni di Carnevale.
I locali sono stati informati del procedimento penale a loro carico da una comunicazione dell’Annonaria. Procedimento che alla fine porterà a una multa e a una probabile chiusura per un periodo limitato. Chiusura che è già stata imposta al Macondo, ma per un episodio legato a una rissa. Su quanto accaduto, sia i vigili urbani che i titolari dei locali non hanno voluto rilasciare dichiarazioni.
Si tratta dell’ennesima puntata della battaglia della movida, che ormai da anni vede da un lato il Comune e il Parco, e dall’altro gli imprenditori dei locali delle Marine di Levante e di Torre del Lago. Una puntata che questa volta sembra incentrata sul tipo di serata offerta al pubblico.
Secondo quanto risulta al Tirreno, i vigili urbani avrebbero contestato ai tre locali di aver organizzato delle serate come vere e proprie discoteche, pur non avendo autorizzazioni né licenze specifiche. Si tratta, insomma, dell’ormai celebre “ballo non autorizzato” che a Viareggio fa discutere da tempo immemore. Chi non ha la licenza da discoteca o un’autorizzazione adeguata - secondo quanto ripetuto più volte dai vigili - non può organizzare concerti e spettacoli, con dj e buttafuori, che portano il locale a diventare una discoteca autentica.
A dire la verità, su questo punto c’è già stato un processo che ha visto protagonista lo stesso Maki Maki, i cui titolari erano finiti di fronte al giudice per ballo abusivo dopo che erano stati messi i sigilli alla loro attività. Ma nell’ottobre scorso il tribunale di Lucca ha assolto gli imprenditori.
Pare, però, che rispetto al passato ci sia una distinzione relativa alla durata dell’intrattenimento offerto. I locali avrebbero pubblicizzato, su Internet e con manifesti, in maniera fin troppo evidente il “dopo rione”. Che avrebbe assunto la caratteristica non di festa temporanea - considerata tollerabile - ma di vero e proprio appuntamento fisso. Secondo la municipale, insomma, il confine - che però si fatica sempre a comprendere - sarebbe stato scavalcato. Fino a comportare rischi per la salute dei clienti, accorsi in massa nei locali.
@matteotuccini
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