Il dolore
Abusi sui canali, una multa ogni 4 giorni
La media è di ottanta sanzioni all’anno finalizzate a prevenire allagamenti e danni
CAMAIORE. La media è di una ottantina di multe all’anno. In pratica una sanzione ogni quattro giorni. E se è vero che la rete di fossi e canali sottoposta a controlli è notevole (500 chilometri) è altrettanto vero che la frequenza di infrazioni è molto alta. Perché le multe vanno a sanzionare per l’appunto gli abusi commessi su fossi e canali gestiti dal Consorzio di bonifica Versilia Massaciuccoli. Un’attività finalizzata anzitutto ad evitar che costruzioni abusive, tombature di canali non autorizzate e interventi edilizi mettano a rischio la tenuta del retigolo idraulico favorendo, magari, allagamenti e danni. Ma le sanzioni sono comunque finite nel mirino delle critiche di alcuni cittadini.
Il Consorzio si difende: «è una delle normali attività svolte da sempre dal Consorzio, tramite il proprio ufficio concessioni, coadiuvato da tre guardie di polizia di bonifica. Non sceriffi, ma agenti di polizia giudiziaria con regolare porto d’armi, come accade per altri enti. Il controllo viene svolto sul territorio quotidianamente e, laddove vengono riscontrate irregolarità, costruzioni abusive fisse o mobili, ai danni della funzionalità idraulica di un corso d'acqua e quindi della sicurezza del territorio, gli agenti elevano verbale».
Le sanzioni non sono pesanti: per le ottanta, in media, emesse all’anno il Consorzio incassa circa 5.000 euro. La norma cardine è il Regio Decreto 368 del 1904. «Il decreto è molto vecchio e creato per un territorio allora agricolo con minori esigenze di difesa idraulica rispetto ad oggi - spiega il Commissario del Consorzio Fortunato Angelini - a maggior ragione, a causa della intensa urbanizzazione, il controllo deve essere oggi più che mai presente».
«Il motivo di questa attività di vigilanza è dunque la difesa dei corsi d'acqua e non strategie politiche o necessità di fare cassa, come è stato dichiarato - precisa ancora l’ente - I corsi d'acqua sono funzionali al drenaggio dei terreni e all'allontanamento delle acque. Se vengono ostruiti o ne viene limitata la portata con opere abusive come recinzioni, muretti, tombature, non possono più assolvere a questa funzione».
«Nella applicazione del decreto è previsto un margine di manovra riguardo alle distanze minime da rispettare, che variano da 4 a 10 metri - spiega Angelini - Da sempre cerchiamo di applicarlo nella misura meno restrittiva, cercando di andare in contro alle esigenze dei privati e in stretta collaborazione con le amministrazioni comunali».
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