Il Tirreno

Versilia

Seravezza boccia il piano contro le cave nel Parco

di Tiziano Baldi Galleni
Seravezza boccia il piano contro le cave nel Parco

In consiglio comunale approvato un documento unitario che chiede alla Regione di rivedere le norme paesaggistiche approvate dalla giunta e suggerisce misure per la tutela sia del lavoro che dell’ambiente

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SERAVEZZA. Anche il consiglio comunale di Seravezza, all’unanimità, boccia la bozza del Piano paesaggistico della Regione in relazione alle conseguenze che potrebbe avere sulle attività estrattive all’interno del Parco delle Apuane. L’assise comunale, che si è riunita giovedì, chiede che si costituisca un tavolo ufficiale con la Regione e che vengano prese in considerazione le proposte prodotte nel documento “Attività estrattive e lapideo in Versilia”: il rapporto è stato elaborato dagli enti locali insieme alle parti economiche e sociali di tutto il territorio della Versilia. Ovvero in sintesi le attività estrattive devono essere vincolate alle «garanzie ambientali, alla filiera, alla tracciabilità – si legge nel documento approvato - alla diffusione dei benefici (non solo economici) sui lavoratori e sulle comunità, consentendo di lavorare sulla base di progetti capaci di produrre benefici collettivi e comuni».

Il Piano così come proposto, invece, prevede la progressiva chiusura della maggior parte delle attività di cava «sottraendo, di fatto, al Parco delle Alpi Apuane – prosegue l’atto - ogni titolarità di pianificazione». Ma soprattutto creando un danno al territorio: «La Regione crea i presupposti per estirpare dai territori del Parco delle Alpi Apuane la cultura pluricentenaria della lavorazione dei marmi a fini industriali, artigianali, architettonici e artistici». Una discussione tra i Sindaci dei comuni del Parco e il Presidente Enrico Rossi, e Anna Marson, assessore all’urbanistica, è già incominciata. Ma per il Sindaco Ettore Neri «si deve trasformare in un tavolo istituzionale» che coinvolga anche il Parco. Il documento approvato dal consiglio ribadisce anche uno dei punti sui quali si è insistito molto in questi giorni: l’importanza in tempo di crisi della tutela del lavoro e dei lavoratori. Il Consiglio condivide le linee generali del Piano che tende alla ricerca di un equilibrio tra i «sistemi idrogeomorfologici, da perseguirsi anche mediante la compatibilità ambientale, idrogeologica e paesaggistica delle attività estrattive e degli interventi di ripristino», ma dall’altra lo critica poiché «d’imperio, azzera le politiche strategiche di progresso, promozione e crescita intraprese».

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