Il Tirreno

Versilia

Finalmente la cartapesta è un po’ più.... rosa

Finalmente la cartapesta è un po’ più.... rosa

Dal debutto agli hangar di Ivana Barsotti nel 1967 alla vittoria di Corinne Roger Oggi le carriste donna sono un piccolo esercito, ma la parità è ancora lontana...

3 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. A Viareggio ha resistito per lungo tempo un tabù: quello delle “quote rosa”. Il mondo degli hangar, almeno quello dei vecchi capannoni di via Machiavelli che furono divorati dalle fiamme nel giugno del 1960, fu interdetto alle presenze femminili. E solamente nel 1968, l’anno delle grandi contestazioni giovanili, una donna riuscì ad affacciarsi timidamente nei baracconi di Via Marco Polo: il suo nome è Ivana Barsotti e assieme al marito Beppe Domenici collabora alla realizzazione del carro “Qualcosa da salvare”. L’anno successivo presenta assieme a Paola Ori Morelli e Sandra La Torre il bozzetto del carro “Dolce show 1969”, come raccontano Renzo Pieraccini e Alfredo Grossi nel loro ebook L’enciclopedia del Carnevale di Viareggio (Edizioni Cinquemarzo), ma il progetto viene scartato. Negli anni Settanta la strada alle donne carriste o mascheratiste rimane ancora sbarrata. Non per molto, però: nel 1980 una coppia mezza italiana e mezza francese fa il suo esordio al Carnevale con un complesso mascherato sul delicato tema dell’inquinamento. Lui si chiama Gilbert Lebigre, lei Corinne Roger e poco dopo, nel 1984 e 1985, guarderanno tutti dall’alto in seconda categoria: nel 1986 gareggiano tra i carri grandi e Corinne diventa, così, la prima donna a firmare ufficialmente una costruzione nella categoria più importante del Carnevale. Non solo: con “Madonna Ciccone un successo da leone” del 1988 sarà anche la prima a trionfare. Nel frattempo si fanno largo altre donne che dimostrano di saperci fare con la cartapesta al pari di tanti maschietti: una è Sabrina Tamburini e realizza alcune mascherate assieme a Roberto Galli, uno degli esponenti della dinastia più vincente di tutte nella storia del Carnevale. Si mettono in evidenza anche Rossella Disposito, che poi arriverà a firmare alcuni carri di prima categoria con i “senatori” Renato Verlanti e Giovanni Lazzarini, Laura Canova e Mariangela Rugani. È soprattutto tra le mascherate di gruppo che le donne iniziano a rivendicare il loro spazio all’interno del Carnevale: nel 1986, ad esempio, Maria Lami concorre assieme a Luigi Miliani, mentre tra le maschere isolate si presentano Cristina e Marzia Etna, con la seconda che addirittura sbaraglia la concorrenza.

Bisognerà, invece, attendere il terzo millennio per rivedere una donna trionfare in prima categoria: è Federica Lucchesi, che aveva debuttato nel 1991 con Simone Politi. Il sodalizio si concluderà. E Politi si unirà, tanto nel lavoro quanto nella vita privata, a Priscilla Borri. Dieci anni dopo è invece la volta di Eleonora Francioni, chiantigiana, che esordisce tra le maschere isolate: l’anno successivo duellerà con Annalisa Benedetti, vincitrice della categoria nel 2006 e nel 2007. E successivamente arriverà fino ai carri di seconda categoria (quest’anno è rimasta al palo, ma perché in dolce attesa).

Tra le tantissime mascheratiste degli ultimi venti anni citiamo due figlie d’arte, ovvero Silvia Ghilarducci (figlia del compianto Pierino) e Valentina Galli, divenuta una preziosa collaboratrice di papà Fabrizio. E la lista, ci auguriamo, potrebbe ulteriormente allungarsi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web