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Politi: non c'entro con questa storia

Politi: non c'entro con questa storia

Il 41enne imprenditore livornese si difende affermando di aver «fiducia nella giustizia»

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VIAREGGIO. «Risponderò alle accuse che mi vengono mosse e che riguardano fatti a me completamente estranei. Sono certo che sarà fatta luce su tutti gli aspetti di questa inchiesta, anche se ci vorrà tempo, sofferenza e sacrificio». Lo scrive in una nota Fabrizio Politi, 41enne imprenditore livornese finito martedì ai domiciliari nell'ambito dell'inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Milano su quella che è stata definita la cosca della ’ndrangheta brianzola. Politi è accusato di aver concorso a costringere Francesco Guidetti - imprenditore nel settore nauticoche «vantava un credito di 240mila euro nei confronti della società Italianavi Srl di Emanuele Sangiovanni e di Fabrizio Politi» - ad accettare, nel maggio 2012, le condizioni impostegli da Giuseppe Pensabene, l'uomo al quale faceva capo la banca clandestina della 'ndrangheta scoperta in Lombardia. Condizioni consistenti nel «ridurre le sue pretese creditorie e nell'assumere l'impegno a finanziare in parte il completamento della costruzione di imbarcazioni di lusso, affare gestito dalla stessa Italianavi, nella quale era coinvolta come finanziatrice, anche l'associazione mafiosa capeggiata da Pensabene».

Politi è anche accusato di aver ricevuto finanziamenti «a più riprese dall'associazione mafiosa capeggiata da Pensabene». In cambio dei quali, quando si è trovato a non poterli restituire, avrebbe offerto a Pensabene «di partecipare come soci occulti nelle attività di costruzione di imbarcazioni della predetta società Italianavi, nonché di rilevare la gestione di un suo ristorante in provincia di Livorno».

Nella nota, dopo essersi dichiarato innocente, Politi annuncia le «irrevocabili dimissioni« dall'azienda che si occupa di finanza, da lui creata dopo aver abbandonato il settore della nautica di lusso. «Ho piena fiducia - aggiunge - in coloro che adesso si occuperanno della gestione dell'azienda alla quale ho dedicato gli ultimi anni della mia vita, pur conoscendo le difficoltà che avrei incontrato e gli ostacoli che avrei dovuto superare, giorno dopo giorno, soprattutto a causa dell'ostracismo da parte delle cosiddette aziende "non virtuose", e alla condotta economica nociva che abbiamo portato alla luce. Ho altresì piena fiducia nella magistratura e nella giustizia: sono certo che supererò anche questa nuova sfida».

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