Sicurezza
Pd: massima trasparenza su Ersu
Orsucci difende la scelta di tagliare il maxi stipendio del direttore
PIETRASANTA. «Le selezioni servono per individuare il miglior candidato, non per confermare chi si vuole: Ersu è un patrimonio della nostra comunità, indipendentemente da chi pro tempore la gestisce. Ed è questo valore che ci interessa tutelare». Così Antonio Orsucci, segretario comunale del Pd, replica al presidente dell’Ersu Alberto Ramacciotti in merito al caso del maxi stipendio del direttore Marco Bresciani Gatti.
«Ci stupisce leggere che il presidente Ersu entri "a piedi uniti” sulla questione del compenso del direttore generale - commenta Orsucci -visto il momento che stiamo attraversando, forse sarebbe stato più opportuno entrare “in punta di piedi”. Sicuramente non abbiamo le competenze e la preparazione del presidente, che per sua stessa ammissione dice che Ersu va meglio da quando le amministrazioni comunali pagano regolarmente (leggi: Pietrasanta ha cominciato a pagare da quando è sindaco Lombardi). Saremo forse anche ingenui, però ci piace chiamare le cose col proprio nome e 220.000 euro l'anno ci sembra un compenso molto alto, sopratutto se si guardano le aziende più vicine a noi: Sra, Gaia, Geofor, Acque. Noi crediamo che, ancor più in momenti come questo di grande difficoltà ed incertezze sopratutto per chi ha meno, l'azione politica e amministrativa debba essere condotta con grande attenzione all'equità e al rispetto, nei confronti dei lavoratori e delle famiglie. Giovannetti, che era amministratore quando è stata deciso lo stipendio del direttore e che per 5 anni si è scordato di chiederne la riduzione, così come si è scordato di parlare dei tre milioni di perdita della società nel periodo del centrodestra, plaude al fatto che il nuovo direttore sarà scelto attraverso selezione e non a chiamata diretta come fece lui stesso, salvo poi premere per la conferma di Bresciani Gatti. “La politica fa male a rendere conto alla piazza” ci ha detto Ramacciotti. Per noi è invece sbagliato anche solo dare l'impressione che ci sia la volontà di gestire queste scelte internamente, senza rumore. Ersu eroga servizi alla comunità e vive delle tasse che noi tutti paghiamo: portare questa vicenda all'attenzione pubblica non è demagogia ma rispetto per i cittadini».
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