Gioco
La rabbia dei titolari dei campeggi: così ci fate chiudere
La Assocamping attacca duramente il Comune per le regole su case mobili e cucinotti
VIAREGGIO Sono sempre più arrabbiati i titolari dei campeggi, soprattutto dopo la storia del Paradiso raccontata ieri dal Tirreno. Un campeggio che è stato costretto a togliere tendoni, cucinotti e case mobili perché ritenuti abusivi dal Comune in base a un’interpretazione rigida delle norme (e non concorde a quella della Regione).
«Sulla base della legge 42/2000 sul turismo e sui successivi chiarimenti dei dirigenti regionali a proposito delle strutture accessorie - afferma Michele Montemagni, presidente di Assocamping - i gestori dei campeggi si sono mossi in tutti questi anni (dal 2002 al 2013) ed hanno instaurato un comportamento comunemente accettato da tutti. Nel 2013 (circa un anno fa) scopriamo con sconcerto che l’interpretazione non vale più, e che il collocamento senza opere di manufatti volti alla “ordinaria utilizzazione degli spazi del campeggio” sarebbe diventata, per qualcuno, attività rilevante ai fini edilizi. Ovviamente questa interpretazione comporta la configurazione di reati di natura penale, aggravati in caso di presenza del vincolo paesaggistico».
«Gli incontri con il sindaco e gli assessori che si sono succeduti da ottobre ad oggi - conclude Montemagni - non hanno portato a niente, segno che c'è la ferma convinzione di procedere nonostante l’interpretazione della Regione sia inequivocabile. I gestori dei campeggi vogliono operare nel rispetto della legge, ma il metodo adottato dall’amministrazione comunale è inaccettabile e dimostra una scarsa attenzione alle necessità delle imprese».
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