Il Tirreno

Versilia

La donazione Dazzi affidata per 25 anni a Villa Bertelli

di Valentina Landucci
La donazione Dazzi affidata per 25 anni a Villa Bertelli

Pronta la convenzione tra il Comune e la Fondazione Già in corso il restauro di 15 dipinti in mostra ad ottobre

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FORTE DEI MARMI. La macchina del recupero e della valorizzazione della Donazione Dazzi, messa in moto dal Comune di Forte dei Marmi e dalla Fondazione Villa Bertelli d’intesa con le Sovrintendenze di Lucca e ai beni archivistici di Firenze, ha già macinato diversi chilometri. Ed ora c’è anche l’atto formale che affida alla Fondazione il compito di custodire, restaurare e valorizzare attraverso esposizioni l’ingente patrimonio di quadri, disegni, gessi e album con appunti, lettere, testi e fotografie donati ai fortemarmini nel 1985 e conservati in una camera blindata di Villa Bertelli dalla quale, presto, potranno uscire.

La giunta di Forte ha infatti approvato la convenzione che affida alla Fondazione – ente interamente partecipato e dunque di “proprietà” dall’amministrazione comunale - l’intera Donazione per i prossimi 25 anni e ne dispone, ovviamente, la valorizzazione anzitutto nell’ambito degli spazi di Villa Bertelli. Che già ad ottobre ospiterà una prima esposizione dedicata delle opere di Arturo Dazzi ed in particolare dei 16 quadri che la Fondazione sta restaurando in strettissima collaborazione con la Sovrintendenza di Lucca.

Il via libera alla convenzione era atteso da tempo e rappresenta «il punto di partenza – spiega il presidente del consiglio comunale, consigliere delegato alla cultura, Simone Tonini – di un percorso di valorizzazione di un patrimonio importante che verrà finalmente restituito alla città». «Alcuni importanti interventi di restauro – aggiunge il presidente della Fondazione Villa Bertelli, Carlo Fontana – sono già stati pianificati e sono in corso. Subito dopo l’estate, presumibilmente a ottobre, saremo in grado di presentare il lavoro fatto in una mostra. Sono felicissimo che finalmente si sia giunti alla convenzione che affida alla Fondazione la Donazione Dazzi».

L’intervento della Fondazione si sta sviluppando “su due fronti – spiega Matteo Raffaelli, vice presidente della Fondazione Villa Bertelli – quello del restauro conservativo a fini espositivi di un nucleo di 16 opere portato avanti con la supervisione della Sovrintendenza di Lucca nella persona del dottor Casini, e quello del recupero e della valorizzazione dell’ingente materiale archivistico, i così detti album di Dazzi, che stiamo conducendo con la Sovrintendenza per i beni archivistici di Firenze». Un impegnativo lavoro di squadra, come tiene a precisare Raffaelli chiamando in causa il Comune con l’ufficio cultura, la Fondazione e le Sovrintendenze: «il fondo Dazzi - spiega – è molto complesso. Accanto alle opere storiche ne fanno parte oltre mille disegni e gli album nei quali sono raccolti articoli firmati, lettere, compresa la corrispondenza con Carrà, foto. Poi ci sono naturalmente dei gessi, fondamentalmente i calchi con i quali sono state realizzate le opere in marmo, e alcune sculture alcune delle quali, particolarmente famose, già collocate nei luoghi simbolo di Forte». Per la gestione della Donazione, dunque, «è di grande importanza, anche per tutelarne il valore economico, la collaborazione con la Sovrintendenza». Il lavoro avviato da Forte dei Marmi ha già ottenuto i primi riconoscimenti “istituzionali” a cominciare da un finanziamento regionale con il quale sostenere gli interventi di restauro: circa 12 mila euro a cui si affianca uno stanziamento di altri 15mila euro del Comune.

Il nucleo di opere sottoposte a restauro sarà al centro dell’esposizione di ottobre, organizzata nell’ambito delle iniziative per il Centenario del Comune. E sarà la prima di una serie che la Fondazione ha in programma. L’idea, infatti, non è tanto quella di realizzare una mostra stabile, una sorta di “museo Dazzi” con le opere della Donazione, quanto di valorizzarla «tramite progetti specifici – continua Raffaelli – da sviluppare di anno in anno». Uno di questi potrebbe riguardare la travagliata stele marconiana dell’Eur a Roma di cui esiste anche un documentario che la Fondazione intende recuperare e proiettare a Villa Bertelli.

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