Il Tirreno

Versilia

Usi civici, il Comune prende tempo sul ricorso

di Tiziano Baldi Galleni
Usi civici, il Comune prende tempo sul ricorso

L’amministrazione Neri potrebbe non impugnare la sentenza che ha dato ragione all’Henraux, anche se la partita resta aperta per 378 ettari di montagna

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SERAVEZZA. Henraux Spa ha vinto la prima sentenza ma il processo sugli usi civici non si è ancora concluso: ci sono 378 ettari sui quali il giudice deve sempre esprimersi, valutando se andranno reintegrati tra i beni della comunità o pure no. Invece sui restanti 172 ettari per la cittadinanza e eventualmente il Comune resta l’unica possibilità di ricorrere in appello.

E questa è la scelta già annunciata ieri dall’Asbuc, a differenza dell’amministrazione di Seravezza che si è presa tempo. Solo dopo un’analisi accurata delle motivazione della sentenza il comune deciderà se procedere al ricorso.

A farlo sapere è l’assessore agli Usi civici Valentina Salvatori: «Per adesso abbiamo dato solo una prima lettura alla sentenza poiché c’è stata trasmessa da pochi giorni – spiega Salvatori - A breve ci incontreremo con i nostri avvocati per fare un approfondimento». Ma che l’amministrazione ricorra in appello non del tutto scontato. «Verificheremo insieme ai legali – prosegue Salvatori - l’eventualità di un appello o meno».

Nel frattempo però oggi l’argomento sarà oggetto di discussione nella seduta del consiglio comunale durante la quale l’amministrazione darà un’informativa del dispositivo della sentenza. Nonostante il risultato sfavorevole per il comune di Seravezza, l’assessore esprime soddisfazione per lo studio che ha prodotto il processo, poiché è andato a fondo sulla questione. «Nel corso degli ultimi tre anni – spiega Valentina Salvatori – siamo entrati nella fase viva della procedura e abbiamo ottenuto che il giudice conferisse due incarichi ad un perito per produrre due consulenze tecniche fatte da terzi. Una è stata di natura storico giuridica di Emanuele Ponte, a settembre 2012, e una successiva perizia tecnico cartografica. Ci sembra che il giudice abbia prodotto un documento frutto di un’attività processuale che ha avuto un forte incremento da tutte le parti coinvolte producendo un accertamento giudiziale che è andato nel profondo della questione».

Tuttavia la valutazione politica da parte dell’amministrazione Neri, sulla sentenza, ci sarà solo nei prossimi giorni dopo che tutto il consiglio comunale sarà informato.

Di sicuro l’amministrazione perseguirà il proprio impegno nel resto del processo, che va avanti con la prossima udienza del 18 giugno 2014. In ballo ci sono ancora 378 ettari di terreno (un tempo usi civici) contesi fra l’Henraux Spa e l’Asbuc della Montagna di Seravezza. Il Commissario aggiunto, Pietro Catalani, del tribunale di Roma per gli usi civici, il 5 febbraio 2014, ha infatti deciso che per il «restante territorio oggetto di causa, – si legge nel dispositivo di sentenza - con riferimento non solo agli atti Arata e Santini, ma anche ad eventuali sconfinamenti ed usurpazioni» il processo va avanti. E per determinare ciò il giudice ha ordinato «un ulteriore accertamento tecnico per operare la ricognizione dei beni».

Una cosa intanto è stata chiarita dal tribunale: gli atti di vendita emessi dalla fine del 1700 in poi dal comune di Seravezza, riguardanti i terreni di uso civico, sono da considerarsi legittimi. Per un semplice motivo, poiché erano fedeli ai decreti emessi dal Granduca Pietro Leopoldo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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