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Inseguimento in auto e botte condannati due viareggini

Inseguimento in auto e botte condannati due viareggini

VIAREGGIO. Un sorpasso azzardato e un inseguimento tra due auto. Poi il litigio e qualcuno che passa alla violenza. E così due giovani versiliesi - Alessio Fiore 35 anni e Ettore Acanfora, 28 anni...

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VIAREGGIO. Un sorpasso azzardato e un inseguimento tra due auto. Poi il litigio e qualcuno che passa alla violenza. E così due giovani versiliesi - Alessio Fiore 35 anni e Ettore Acanfora, 28 anni - si ritrovano condannati a sei mesi per violenza privata, percosse e ingiurie. Tra i due e un agente di polizia penitenziaria residente a Lucca, Andrea Tirozzi, 48 anni, era partita una serie di accuse reciproche con tanto di giallo per una serie di minacce con una pistola.

Il fatto era avvenuto nell’estate 2010. Dopo un litigio per strada - forse dovuto a un sorpasso azzardato - era partito un inseguimento che si sarebbe svolto tra il viale a mare, la via Zara e la via Foscolo.

A quel punto le due auto si sono fermate e Tirozzi e i due versiliesi si sarebbero “affrontati”.

Tirozzi ha raccontato di essere stato obbligato a fermarsi dai due giovani che l'avrebbero apostrofato con una serie di insulti.

L'agente di polizia penitenziaria ha poi raccontato di essere stato aggredito e picchiato assieme alla sua famiglia. In macchina con lui c’erano anche le sue figlie piccole.

I due giovani avevano fornito una versione dei fatti diversa parlando di una pistola estratta da parte dell'agente, apparentemente caricata, e poi puntata verso il Fiore. E da lì sarebbe nata la colluttazione, nata solo per motivi di difesa personale.

Durante le udienze in tribunale, davanti al giudice Gerardo Boragine sono sfilati i protagonisti della vicenda e anche alcuni testimoni.

Tra le persone ascoltate dal giudice Boragine c’è anche un maresciallo dei carabinieri intervenuto sul luogo del litigio per calmare gli animi. Il militare avrebbe smentito parte della ricostruzione fatta dai due versiliesi, soprattutto per quanto riguarda l’uso dell’arma fatto da Tirozzi.

Alla fine il giudice Boragine ha accolto la versione dei fatti fornita dall’agente di polizia penitenziaria e ha condannato i due versiliesi. La pena è stata sospesa.

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