La manifestazione
due leggi in conflitto, ed è il caos
VIAREGGIO. Via i cucinotti, le verande, le case mobili. Via, insomma, tutte le strutture accessorie che restano anche quando roulotte e caravan non ci sono. Col risultato che uno dei campeggi più...
VIAREGGIO. Via i cucinotti, le verande, le case mobili. Via, insomma, tutte le strutture accessorie che restano anche quando roulotte e caravan non ci sono. Col risultato che uno dei campeggi più noti sul viale dei Tigli, il Paradiso, è in pratica smantellato. A poco meno di un mese dall’apertura della stagione. A ordinare l’operazione è stato lo stesso titolare Mauro Coppa. Non perché sia impazzito di colpo, ma perché è stato costretto. E adesso l’imprenditore, originario del Nord Italia e proprietario del camping dal 2010, è fuori di sé: «Ad aprile accoglieremo i clienti a mezzo servizio - dice - È una vera beffa, ai danni di chi come noi dà lavoro a 20 persone. Che, se andiamo gambe all’aria, si ritrovano a casa».
Cucinotti e teloni abusivi. Il fatto è che - secondo un’interpretazione rigida delle leggi urbanistiche regionali - quei manufatti sono considerati abusivi, se non c’è il permesso a costruire. Un paradosso, secondo l’altra interpretazione che è opposta: in un’area vincolata dal punto di vista ambientale come quella del Parco, rilasciare una concessione edilizia per un incremento dei volumi è impossibile. Ma mentre la Regione ha espresso dei pareri a favore della tolleranza su questo tipo di manufatti, il Comune di Viareggio si fa interprete della linea dura. Intimando ai camping di smantellare le strutture precarie.
L’ira del Paradiso. Il problema era già venuto fuori con la vicenda del campeggio Bosco Verde, che aveva fatto ricorso al Tar contro l’ordinanza comunale di rimozione di cucinotti e verande. Vicenda che aveva prodotto una mozione in consiglio regionale, di cui parliamo sopra, perché si risolvesse il caos normativo una volta per tutte. Nel caso del camping Paradiso, ad aggravare la situazione c’è anche l’esposto di un privato. «Ho ricevuto ispezioni su ispezioni - racconta Mauro Coppa - Al termine delle quali ho dovuto provvedere a smantellare case mobili e teloni, altrimenti gli organi competenti avrebbero dato il via al sequestro. Col risultato che abbiamo messo sottosopra il campeggio a poche settimane dall’arrivo dei primi clienti». L’apertura, spiega il titolare, «non è in discussione, ma è chiaro che daremo meno servizi. Tra l’altro, l’aver tolto le case mobili comporta dei problemi con il tour operator olandese che si occupa di riempirle. Questa società potrebbe chiedere i danni».
I lacci della burocrazia. Il punto nodale della questione, oltre al danno effettivo, è l’atteggiamento di enti e istituzioni nei confronti degli imprenditori, soprattutto turistici. Nelle dichiarazioni da convegno si dice che ci deve essere meno burocrazia e più chiarezza; nella realtà accade l’opposto. «Io non ce l’ho con Comune e Parco - afferma Coppa - si sono dimostrati comprensivi della situazione e disposti a riesaminarla, pur rimanendo fermi sulla necessità di rispettare la legge. Il guaio è il caos normativo, che ha prodotto questa incertezza totale. Se noi del Paradiso non siamo in regola, non è in regola alcun campeggio da Marina di Massa fino a Talamone. E non è giusto che nel tritacarne finiamo solo io e i miei 20 dipendenti».
@matteotuccini
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