Sicurezza
Un carro per Veronesi sognando la pellicola
Il celebre regista giurato al Corso esprime il suo desiderio in maschera La giornalista di Sky Federica Lodi ieri sera si è vestita da strega cattiva
VIAREGGIO. Lui dedicherebbe un carro del Carnevale di Viareggio a quella celluloide della quale sente la mancanza; lei avrebbe visto volentieri la Cittadella. Sono Giovanni Veronesi, regista con l’occhio puntato su vizi e virtù dell’Italia di oggi, e Federica Lodi, giornalista di Sky, “pizzicati” ieri a fare i compiti del bravo giurato. Lui con i ricordi d’infanzia che lo fanno scappare anche solo dal’idea di mascherarsi; lei pronta ad affrontare la festa serale “made in Viareggio” vestita da strega cattiva. Da soli, insomma, potrebbero essere un buon inizio di sceneggiatura per un prossimo “visto da lui/visto da lei”. Tanto che Veronesi, ad un certo punto, non resiste e si mette a filmare telefonino alla mano, raccontando cosa accade intorno a lui. Mentre lei, con gli occhi che le brillano davvero, sottolinea la «bellissima atmosfera» ed il «bel calore», nonostante il tempo faccia stringere nei cappotti.
Veronesi fa il tecnico: i carri che sfilano vengono valutati per i movimenti, il pieno ed il vuoto, il colore: «Sembrano frutto della mente di bambini-geni» si lascia scappare senza tradire la segretezza del lavoro del giurato.
A Lodi, invece, è piaciuto «che trattino tutti gli argomenti, anche gli aspetti sociali, con ironia». E poi c’è - nel Carnevale toccato con mano («altre volte sono venuta a Viareggio ma alle sfilate mai») quella «voglia di evadere» che può essere espressa «partecipando a tutti gli altri spettacoli che sono offerti».
Regista e giornalista si guardano intorno, curiosi, dentro lo spazio riparato del “Dolce Forno” che offre una vista della sfilata attraverso la grande vetrata della struttura mobile allestita.
Tra gli altri giurati anche lo scrittore Marco Malvaldi che ha recentemente pubblicato una raccolta di racconti dedicati al Carnevale con un riferimento anche a quello di Viareggio, come ci tiene a sottolineare il presidente della Fondazione, Stefano Pasquinucci.
Al quale lanciamo uno spunto, nato dalle parole di Veronesi che si cimenterebbe con un carro del nostro Carnevale: e se la Fondazione abbinasse carristi e registi di fama, in una qualche forma di collaborazione artistica? Sarebbe un bel modo per recuperare quel senso per cui quello che si produce negli hangar della Cittadella è davvero arte...E di quelle che non si dimenticano.
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