Il Tirreno

Versilia

Sessanta aziende chiedono a Mungai lo stop alla Tares

di Marco Pomella
Sessanta aziende chiedono a Mungai lo stop alla Tares

L’appello: «Non riusciamo a pagare, il Comune ci aiuti sospendendo i pagamenti e applicando riduzioni»

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MASSAROSA. «Non riusciamo a pagare la Tares. Sindaco, concedici una sospensione del pagamento della tassa sui rifiuti». Questo in sostanza l'appello firmato da una sessantina di aziende a artigiani: una lettera protocollata in Municipio e diretta al sindaco.

«Di agevolazioni per famiglie e imprese ne abbiamo messe in campo molte. Le prossime modifiche - risponde il sindaco Franco Mungai - le attueremo il prossimo anno, adesso non è possibile a causa delle regole imposte da Roma».

Sono 61 per la precisione i commercianti e gli artigiani di Massarosa che hanno firmato l'appello.

Chiedono al sindaco, così si legge nella loro lettera, di «tenere conto che l’attuale crisi economica che continua a carattere generale colpisce duramente anche l’economia locale" e che le imprese locali contribuiscono alla «creazione di reddito e mantenimento occupazionale di posti lavoro».

Sostengono di essere convinti «di avere sempre contribuito per la nostra parte e con la volontà di volere proseguire, siamo purtroppo oggi consapevoli di non riuscire in molti casi a fare fronte alla imposizione e tassazione richiestaci Tares in imminente scadenza in primis».

«Pertanto siamo costretti - scrivono ancora artigiani e commercianti - a fare presente a questa amministrazione comunale la nostra reale difficoltà ed in molti casi impossibilità a fare fronte al pagamento del tributo Tares cosi come è ad oggi. Riteniamo che in questo periodo, conti alla mano, la richiesta di coprire il 30% dell’altissimo importo Comunale della Tares a fronte di un costo da noi generato del 18% sia se non iniquo comunque insostenibile».

«Pertanto - vanno ancora avanti - richiediamo, questa volta, un intervento in nostro soccorso con la sospensione del pagamento ed una immediata e congrua riduzione della tariffa Tares richiestaci».

Il sindaco non fa tardare la sua risposta, per mezzo de Il Tirreno.

«Per la prima volta nella storia - ricorda - Massarosa ha istituito un fondo di 180 mila euro per sgravare le imprese dall'imposta. E, poco dopo, abbiamo fatto lo stesso per le famiglie, recuperando un fondo di 540 mila euro».

« Io capisco le difficoltà - aggiunge Mungai - e ho nel cuore questo appello che ritengo legittimo. Purtroppo però le tariffe sono state in parte imposta da Roma».

Ma la speranza non è certo l’ultima a morire e per il prossimo anno l’amministrazione prevede di avere margini di manovra più ampi.

« Per il prossimo anno avremo maggiori margini di manovra - va avanti l’intervento - revediamo infatti una riduzione media del 10% per quanto riguarda il costo dello smaltimento e del trattamento dei rifiuti. Inoltre il meccanismo della Tari ci permetterà di renderla più simile alla Tarsu».

«Ora - ha spiegato ancora il primo cittadino agli autori della missiva- siamo stati costretti a colpire le famiglie numerose, mentre chi aveva tanti metri quadri a disposizione ha pagato meno. Dal prossimo anno cercheremo di riequilibrare questo gap, lasciando che sulla tariffa incidano più i metri quadri che gli occupanti. Detto questo siamo riusciti a spostare il rapporto dei rifiuti che gravava per il 70% sul domestico e per il 30% sul commerciale, portandolo ad un rapporto 74-26%. Ma il 18% proposto non è fattibile: non possiamo far gravare tutto solo sulle famiglie».

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