Gioco
Tia ed Ici, in arrivo cartelle per 3 milioni entro fine anno
I revisori dei conti denunciano: il sistema delle partecipate aumenta i costi per i cittadini e fa crescere la spesa pubblica
VIAREGGIO. Tre milioni circa di recupero crediti (per gli anni 2009 e 2010) di Ici e Tia non pagate: gli avvisi saranno inviati dalla Viareggio Patrimonio entro l’inizio dell’estate per quanto riguarda il 2009 ed entro fine anno per il 2010. Un quadro – delineato ieri mattina dall’assessore al bilancio Lorenzo Bertoli – al quale si aggiungono le ultime cifre in materia di Tares: 21 milioni di accertato al 31 dicembre 2013 e nemmeno 14 milioni (13.900.000), al momento, il dato dell’incasso. Fornisce qualche cifra, Bertoli, ma solo se messo con le spalle al muro. Gli incontri con le società partecipate sono agli inizi e la situazione non sembra mutata di molto da quella relazione dei revisori dei conti datata 4 febbraio 2014.
Revisori dei conti ancora - così si legge - «nell’attesa di ricevere le notizie ed i dati che permettano di poter svolgere nelle condizioni migliori le operazioni di controllo, di propria competenza, previste dalle norme». Già: perché se una certezza c’è nel panorama dei rapporti tra Comune e “galassia” delle società partecipate è che la comunicazione tra società ed Ente pubblico è da sempre molto scarsa. Eppure i revisori (Daniele Limberti, Claudio Pucci e Salvatore Suriano) mettono nero su bianco «la consapevolezza acquisita che molte delle difficoltà rilevate nella gestione del bilancio derivino dai rapporti con le società ed organismi partecipati». Il quadro disegnato dai revisori dei conti è impietoso. A cominciare da quella «distinzione tra scelte politiche, di competenza degli organi di governo e scelte gestionali delle quali sono responsabili i dirigenti e i responsabili». Un principio «che ha autorizzato, talvolta illegittimamente, scelte politiche che andavano contro l’efficienza (quale mezzo di aggiramento delle norme di contenimento di spesa di personale e spese in genere), sostenendo fittiziamente che tutte le restrizioni di natura pubblica non potevano interferire con le norme del codice civile, qualunque fossero i risultati sotto il profilo economico e finanziario». Gli effetti di questa situazione sono «disastrosi» e portano ad una lunga serie di comportamenti che la relazione dei revisori definisce come «anomali». Alcuni dei quali sono da tempo sotto gli occhi anche del più distratto dei cittadini, a partire dall’ «accrescimento dei costi a carico dell’utenza», e continuando con: «accrescimento della spesa pubblica complessiva»; «risultati d’esercizio ripetutamente negativi»; «ingresso di nuovi soci privati senza l’esperimento di gara con procedure ad evidenza pubblica»; «costituzione di società generatrici di ulteriore entità economiche che per l’ incapacità operativa sono costrette ad affidare a terzi l’esecuzione del servizio pubblico». Di tutta questa complessa “partita” si dovrà occupare il Piano di risanamento del bilancio comunale annunciato dal sindaco Betti. Ammesso e non concesso che ci sia ancora qualcosa da “risanare” visto che Lorenzo Bertoli non può che ammettere, in relazione al «bilancio strano del 2011» come ci sia l’eventualità non troppo remota che «arrivi d’ufficio un input di rientro». Insomma, una volta che l’ispettore del ministero delle finanze avrà messo nero su bianco l’esito del proprio viaggio nel mondo di conti del Comune di Viareggio, ci potrebbero essere – ammette Bertoli – «i presupposti di un pre dissesto che dovremo governare attraverso gli strumenti che la normativa indica». Comprensivi di «tariffe al massimo e piano di recupero dei crediti». Piano che la Viareggio patrimonio del presidente Gianluca Ruglioni ha già pronto e che ammonta, sono le cifre che Bertoli butta lì, intorno ai 10 milioni complessivamente.
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