La manifestazione
Le scuse di Martini (Pd) alla collega Martina
Il capogruppo aveva accusato la consigliera della lista civica di «fomentare l’odio» contro il sindaco
VIAREGGIO. «Riconosco l'utilizzo di toni troppo accesi nei confronti della consigliera Rossella Martina. Credo siano doverose le mie personali scuse perché non vanno nella direzione invece auspicata anche da me che è quella del sano e costruttivo confronto tra minoranza e maggioranza per il bene della città. Capire i propri errori ed ammetterli credo sia un modo per evitarne nuovi in futuro e per migliorare». Alla fine Matteo Martini, avvocato e neo capogruppo del Pd, si è scusato con la consigliere della lista civica “Viareggio tornerà bellissima” pubblicamente accusato di «istigazione all’odio» nei confronti del sindaco.
Parole, quelle di Martini, che erano state disconosciute da Sandra Mei, consigliera comunale dello stesso partito: «Martini parla a nome del gruppo Pd, senza avere sentito il bisogno di condividere la sua opinione con tutti noi. L'opposizione non fa altro che fare il suo mestiere: si può dissentire dalle opinioni della consigliera Rossella Martina, ma accusarla di fomentare l'odio proprio no! Mi sembra un' inutile grossolanità».
Per Alessandro Santini, capogruppo del Pdl-Forza Italia, «è altamente grave ed offensivo quanto dichiarato ufficialmente dal gruppo consiliare del Pd nei confronti della consigliera Rossella Martina. Che non ha istigato all'odio ma semplicemente espresso un'opinione appellandosi ai cittadini tutti. Il sindaco - è la richiesta di Santini - si dissoci subito da quanto affermato per gravità ed inaccettabilità della dichiarazione fortemente lesiva ed offensiva».
Sulla vicenda si è fatto sentire anche il Movimento Cinque stelle che «esprime la propria forte contrarietà rispetto le dichiarazioni da Martini. È i palesemente fuori luogo e ai limiti della legalità, indicare nel comportamento della capogruppo di "Viareggio tornerà bellissima" gli estremi dell'istigazione all'odio e a condotte illecite, laddove Martina stessa si è espressa non solo in termini consoni e adeguati al comune linguaggio politico ma si è altresì avvalsa di usufruire di un tipo di libertà costituzionalmente tutelata, che è sancita come libertà di pensiero e di espressione».
Per Massimiliano Baldini, capogruppo del Movimento cittadini, «le affermazioni contro la consigliera Martina paiono ridicole».
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